"Rimangono aperti alcuni punti" della legge sulle unioni civili "su cui si confronterà il Parlamento, a partire dalla stepchild adoption: la ratio non è consentire il via libera alle adozioni ma garantire la continuità affettiva del minore. Non è il punto principale di questa legge" ma "credo giusto che il Parlamento si pronunci anche su questo". Lo scrive Matteo Renzi nella sua Enews alla vigilia delle votazioni in Senato sugli emendamenti al ddl Cirinnà. "È giusto - sottolinea - che su questi temi si voti, dopo anni in cui si è fatta melina. Perché la politica che finge di non vedere la realtà, non è seria".

 

Giusta la battaglia contro l’utero in affitto - "La stragrande maggioranza degli italiani - pare di capire anche in Parlamento - condanna con forza pratiche come l'utero in affitto che rendono una donna oggetto di mercimonio: pensare che si possa comprare o vendere considerando la maternità o la paternità un diritto da soddisfare pagando mi sembra ingiusto. In Italia tutto ciò è vietato, ma altrove è consentito: rilanciare questa sfida culturale è una battaglia politica che non solo le donne hanno il dovere di fare" ha poi osservato Renzi.

 

 

Nulla di fatto tra Pd e Lega su emendamenti - Intanto, mentre il Movimento 5 Stelle annuncia che voterà a favore della stepchild adoption, Pd e Lega non trovano l’accordo sul ritiro degli emendamenti, in base al quale il Carroccio avrebbe dovuto ritirare la maggior parte dei suoi 5.500 emendamenti, e il Pd il super-canguro di Andrea Marcucci. Una riunione tra i due capigruppo è stata aggiornata a domani mattina.

L'assemblea del gruppo Pd al Senato è invece convocata per domani alle 13. All'ordine del giorno, riferiscono fonti Pd, le comunicazioni del presidente del gruppo, Luigi Zanda, sul ddl unioni civili.

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