Il disegno di legge Cirinnà, che regolamenta le unioni civili e la cosiddetta stepchild adoption, ha superato i primi ostacoli in Senato. L'aula di Palazzo Madama ha infatti respinto sia le pregiudiziali sulla costituzionalità  che il rinvio del ddl in commissione. A questo punto è iniziata la discussione generale sul testo. I senatori iscritti a parlare sono 110 e si prevede che questa fase si possa concludere entro l'inizio della prossima settimana.

Il Pd respinge la richiesta di Alfano sulla stepchild adoption - La prima senatrice iscritta a parlare è stata la stessa Cirinnà. "Vi chiedo scusa se qualche volta sono stata un po' brusca, ho cercato solo di spiegare che il nuovo istituto di unioni civili, nella sua quarta versione, è già una sintesi moderata" ha affermato in Aula. "Ho vissuto sulla mia pelle gli effetti di un dibattito avvelenato" ha sottolineato Cirinnà spiegando come, nel dibattito anche sui media "la frase che ritengo più falsa è che stiamo introducendo il matrimonio e le adozioni gay".  Il Pd porta così avanti il testo senza apportare modifiche. Respinta la richiesta dell'alleato Angelino Alfano, che aveva proposto di stralciare la stepchild adoption dal testo. "Guardiamo al merito della legge e non alla maggioranza di governo" hanno spiegato fonti democratiche. Sul questo tema nel Pd si conta di avere una maggioranza "trasversale e ampia" che includa soprattutto il Movimento 5 Stelle.

Alfano: "Il Pd ci rifletta bene, 80% contrario alla legge" - In serata arriva il nuovo affondo di Alfano che rilancia e invita il Pd a rifletterci "bene, perché è un'ottima occasione anche per questo partito, nel senso che si può approvare una legge importante senza dividere il Paese. Togliamo di mezzo queste adozioni". "L'ottanta per cento del popolo è contrario - sostiene  il responsabile del Viminale - La gente non le accetta. Quando c'è  invece un certo 'sì' a maggiori diritti per i soggetti che compongono una coppia, anche omosessuale".

Resta sospeso patto tra Pd e Lega sugli emendamenti - Resta invece sospesa l'ipotesi del ritiro degli emendamenti da parte della Lega Nord. Il ritiro, infatti, è legato a una sorta di "patto tra gentiluomini" con il Pd, secondo il quale il Carroccio avrebbe ritirato buona parte dei quasi 5mila emendamenti, lasciandone solo 500 e in cambio i dem avrebbero rinunciato al cosiddetto "emendamento canguro". L'ostacolo a che il 'patto' sia messo in pratica, viene spiegato da fonti dem, è che la Lega vorrebbe dal Pd non solo la garanzia di non vedersi neutralizzati i propri emendamenti da un 'canguro', ma anche che quei circa 500 emendamenti superstiti siano dichiarati ammissibili e quindi sottoposti al voto. Una condizione che, al momento, per il Pd è alquanto difficile da accettare e non solo per diffidenza ma anche perché è al presidente Grasso che spetta la decisione sulle ammissibilità delle richieste di modifica. Un altro timore, per il Pd, riguarda il contenuto dei 500 emendamenti leghisti. Se riguardano l'articolo sulla stepchild adoption, verrebbero votati a voto segreto, potendo diventare un potenziale problema.