All'indomani del Family Day, (foto - video) continua il dibattito intorno alle unioni civili. Da parte del cardinale Ruini è arrivata la richiesta di tenere conto della "folla immensa" che ieri si è radunata al Circo Massimo. Anche il ministro Alfano ha chiesto modifiche al testo, dicendosi d'accordo a "più diritti patrimoniali", ma ribadendo il "no all'equiparazione con il matrimonio e no alle adozioni". Da parte della maggioranza ha parlato il capogruppo Pd al Senato del Pd Luigi Zanda, secondo cui "c'è un'apertura alle modifiche, purché non stravolgano il testo e solo se migliorative". E aggiunge: "Se la piazza chiede di lavorare per migliorare la legge è un imperativo che dobbiamo seguire". E a dimostrazione del fatto che il dibattito è acceso anche all'interno dello stesso mondo cattolico arriva la lettera di 132 capiscout ai vertici dell'Agesci per chiedere di prendere posizione a favore del sì al disegno di legge Cirinnà.

Legge prevista entro la metà di febbraio - L'iter del testo prevede che da martedì si entrerà nel vivo dei lavori sulle unioni civili al Senato. Dalle 16 e 30, una volta esauriti gli interventi, si voteranno le pregiudiziali di costituzionalità al testo e quindi cominceranno i voti di merito. Il voto finale, previsto inizialmente per l'11 febbraio, potrebbe  slittare di qualche giorno. Ma per la metà del mese, nelle intenzioni dei vertici Pd ci sarà la legge. Il problema è quale legge. Con le stepchild, senza, oppure con una formula di compromesso, come quella individuata dall'emendamento Marcucci-Pagliari sulla  pre-adozione.

Libertà di coscienza sul tema adozioni - Fatto sta che, al momento, il Pd è senza intesa sul nodo adozioni. La mediazione sarà cercata fino all'ultimo minuto utile ma, per ora, le posizioni restano articolate. Anche all'interno dello stesso fronte critico dei cattolici dem, dove si va da posizioni più  radicali come quella di Stefano Lepri a quelle più dialoganti. Martedì si riunirà il gruppo Pd del Senato e in quella riunione verrà  specificato su quali emendamenti ci sarà libertà di coscienza. Sicuramente ci sarà in quelli legati all'articolo 5, ovvero la stepchild. E non si esclude qualcosa anche all'articolo 3, quello che regolamenta i diritti e i doveri delle parti nelle unioni civili. Un testo che secondo qualcuno le renderebbe uguali al matrimoni. Gli uffici del Senato stanno studiando la pratica dal punto di vista giuridico.

Con il voto segreto resta l'incognita M5S - Se il Pd andrà in Aula senza intesa, saranno i voti a  decidere sulla stepchild. Voti in libertà di coscienza per i senatori dem e votazioni che, con ogni probabilità, saranno segrete. E qui si annidano i timori maggiori dei fautori della legge Cirinnà: i 5 Stelle che sulla carta sono a favore delle adozioni, saranno coerenti o useranno il voto segreto per dare un colpo al Pd? Mentre nessuno dubita che Sel non farà scherzi su un tema cardine per la sinistra come i diritti civili, sui 5 Stelle nessuno mette la mano sul fuoco. Di qui, i numeri in bilico che possono far saltare il punto delle stepchild dal ddl. La mediazione nel Pd servirebbe a fare meno dei voti grillini ma, come spiegano ambienti parlamentari, "è davvero complicato riuscire a tenere tutto. Perchè nella mediazione devono starci i cattolici ma anche la sinistra Pd e Sel". Insomma, bisogna trovare la formula che spazzi via i dubbi dei  cattolici ma che allo stesso tempo non venga bollata come mediazione al ribasso dalla sinistra. E se anche andasse in porto un'operazione del genere, c'è chi scommette che qualche cattolico più oltranzista potrebbe esprimersi in dissenso nel voto finale della legge.