Nessuna sfiducia al governo. Il Senato respinge le mozioni presentata da Forza Italia e Lega (178 no, 101 sì, un astenuto) e da M5s (174 no, 84 sì, 1 astenuto) per la vicenda delle quattro banche salvate dal fallimento da un decreto di Palazzo Chigi.

 

Renzi: nessun conflitto di interessi - Su banca Etruria "è chiaro che si gioca  una partita politica slegata dalla realtà dei fatti”  ha detto Matteo Renzi a Palazzo Madama durante la discussione, respingendo con forza le accuse. "Questo governo - ha aggiunto - ha commissariato la banca Etruria come ha fatto con altre banche senza avere alcun riguardo per nomi e cognomi". "Per noi non ci sono amici o amici degli amici" e la "dimostrazione sta nel fatto che Banca Italia ha sanzionato i familiari di un ministro e sta nel fatto che non c'è stato un solo avvenimento che possa far parlare di conflitto di interessi del ministro Boschi e del governo. La realtà è più forte delle vostre strumentalizzazioni".

 

Riforma popolari andava fatta 25 anni fa - Renzi ha poi sfidato l'Aula: “Se pensate di mandarci a casa dopo aver salvato posti di lavoro fatelo pure”. Da parte del governo, ha precisato, “c’è solo il tentativo di aver salvato 1 milione di correntisti e 7mila posti di lavoro”. Noi “siamo orgogliosi per una riforma (il decreto sulle popolari) che andava fatta 25 anni fa e che fu tentata da Ciampi e da Draghi. Se fosse stata fatta a fine anni 90 in tante parti di Italia, a cominciare dal nord est, avremmo evitato le scene di questi ultimi 15 anni in termini di contiguità tra il sistema del credito e politica".


Testo mozioni copiato - Il presidente del Consiglio, argomentando la posizione del governo, non ha poi rinunciato a punzecchiare l’opposizione e l'ha accusata di aver usato come testo della mozione di sfiducia due editoriali de Il fatto Quotidiano (”avete persino copiato i refusi”, ha sottolineato).