Prosegue il confronto in Italia sulle unioni civili, il giorno dopo le manifestazioni a sostegno dei diritti delle coppie gay che hanno visto migliaia di persone scendere in piazza in 98 città italiane. Il fronte politico si divide su una linea trasversale che attraversa maggioranza e opposizione tra chi è favorevole al disegno di legge Cirinnà, che riconosce appunto le unioni civili, compresa la stepchild adoption per le coppie gay, e chi è contrario.

Divisioni all'interno della maggioranza
- La vicesegretaria del Pd Debora Serracchiani ribadisce che "la legge non è più rinviabile", ma chiarisce che il ddl "non equipara Unioni e matrimonio". Opinione non condivisa da Angelino Alfano, secondo cui l'equiparazione tra i due istituti esiste. "Se questa legge passasse con i voti del M5s e di Sinistra italiana "non sarebbe un bene per la coalizione", avverte il ministro dell'Interno. Alfano aggiunge inoltre che non parteciperà al Family Day, ma solamente per il suo ruolo di ministro dell'Interno: "Sarò in piazza con la mente e con il cuore".

Boldrini: "Sì all'adozione" - Nel dibattito interviene anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, secondo cui "quando il partner muore ed il figlio resta solo, il partner ha il dovere di occuparsi del figlio. E' quasi naturale che questo dovere si traduca in un diritto. Se è un dovere naturale perché non deve essere anche un diritto?". A sostegno del ddl anche Sinistra Italiana che, per bocca del capogruppo Artusto Scotto, sostiene: "Le piazze arcobaleno sono il  segnale di un paese maturo e pronto per una legge europea sulle unioni civili. Il Parlamento ascolti quella piazza senza cedere a mediazioni al ribasso".

Maroni: "Difesa famiglia tradizionale è difesa della costituzione" - Sul fronte del No invece si schiera Roberto Maroni che, dopo le polemiche per la scritta a sostegno del Family Day sul Pirellone, su Twitter riafferma che "la difesa della famiglia naturale fondata sul matrimonio è la difesa della Costituzione repubblicana e delle nostre radici". Sulla stessa linea anche Daniela Santanché di Forza Italia, secondo cui "le unioni civili, che non osteggiamo, sono ben altro rispetto a quello che la sinistra vorrebbe imporre, cioè un far west di regole che avrà un effetto detonatore sui nostri valori". Ospite di Sky TG24, il capogruppo di Forza Italia Brunetta ribadisce il No alla Cirinnà, riconoscendo però libertà di coscienza.