"Forza Italia vota no alla Cirinnà perchè diciamo no a questa forzatura costituzionale" afferma il capogruppo di FI Renato Brunetta, ospite dell'Intervista di Maria Latella. Alla domanda se quindi non c'è libertà di coscienza sul disegno di legge che riconosce le coppie di fatto e la possibilità della Stepchild Adoption anche per le coppie gay, però, l'ex ministro aggiunge che "una volta che si è dichiarata la nostra posizione, poi chi vuole votare la Cirinnà è libero di farlo".

Brunetta: "Su assenteisti Renzi non è credibile" - In precedenza, parlando invece della riforma della Pubblica Amministrazione e gli annunciati interventi contro gli assenteisti, Brunetta ha accusato il presidente del Consiglio. "Quando era presidente della provincia di Firenze e da sindaco, Renzi non ha applicato la riforma Brunetta" contro l'assenteismo ha detto il capogruppo di Forza Italia. Il premier e il ministro Madia, spiega, sulla questione dell'assenteismo "non sono credibili" e sottolinea come all'inizio si era parlato di possibilità di licenziare i cosiddetti fannulloni in 48 ore, mentre "ora si parla di sospensione". "Renzi e Madia dicono cose che suonano bene" affonda quindi il capogruppo di Forza Italia, "ma i testi dei decreti non esistono".



Sulle banche: "Il governo ha fatto pasticci, il nostro sistema è fragile"
- Nel corso dell'intervista Brunetta ha quindi affrontato il nodo banche, denunciando come secondo lui il governo "ha fatto mille pasticci". "Le banche italiane sono in difficoltà" ha sottolineato, spiegando come "in Europa i governi provveduti hanno pensato di salvare e ricapitalizzare banche". Cosa che, ha aggiunto, da quest'anno non è più permesso a causa dell'entrata in vigore della direttiva sul bail in. "Il risultato è che le nostre banche sono fragili ed è bastata una comunicazione della Bce per far crollare il mercato dei titoli bancari. C'è voluto San Draghi per salvare un sistema in profonda difficoltà". Ma l'intervento del presidente della Bce, sostiene Brunetta, "ha salvato la giornata, ma non può essere usato troppe volte".

 

L'intervista integrale: