I quattro candidati alle primarie del centrosinistra a Milano si sono presentati agli elettori con un confronto all'americana al teatro Dal Verme. Un leggio per ciascuno, ingresso con una colonna sonora scelta da loro (Rock the Casbah per Francesca Balzani, Heroes per Beppe Sala, People Have the Power per Pierfrancesco Majorino e Born to Run per Antonio Iannetta), tre minuti di tempo per rispondere alle domande dei giornalisti (tre) e dei comitati.

Attacchi e punzecchiature
- Su alcune cose tutti d'accordo: avere più autonomia da Roma, non alzare o possibilmente abbassare le tasse, assegnare le case popolari (con Balzani che vorrebbe il comune a gestire anche quelle di proprietà della Regione e Sala che in due anni vorrebbe assegnare quelle sfitte). Su altre invece qualche scintilla è arrivata: Majorino ha chiesto chiarezza sui bilanci Expo e Sala, che è commissario dell'esposizione, ha rivendicato di aver fatto "l'expo più bella degli ultimi 20 anni chiudendo in utile e diffido chiunque a mettere in giro quest'idea sbagliata" cioé che sia finita in rosso. Il commissario ha anche detto di conoscere Milano meglio di Balzani che milanese non è, lei a sua volta ha dato del permalosissimo al suo compagno di giunta Majorino. Il tutto con gli applausi delle rispettive tifoserie. Tanto che Iannetta ha invitato tutti, con spirito unitario, ad applaudire il sindaco Giuliano Pisapia, seduto in prima fila, per i "due arcobaleni che ha regalato a Milano".

Si vota il 6 e il 7 febbraio - Alla fine appello al voto. Appello alla partecipazione di Balzani. "Voi non vi dovete considerare tifoserie - ha detto al pubblico che ha gremito i 1.400 posti del teatro - ma soggetti del cambiamento". "Contiamo - ha aggiunto Iannetta - in primarie aperte, democratiche, partecipate e vere". E bisogna ricordare, ha ammonito Sala, che le primarie del 6 e 7 febbraio "serviranno a scegliere il futuro sindaco di Milano e non solo il candidato del centrosinistra". E comunque chi perderà "dall'8 febbraio lavorerà per creare non un programma elettorale ma un piano di azione per governare". "Non c'è stato un vincitore - ha detto alla fine Pisapia -  e questo per me è importante. I vincitori sono state le migliaia di persone presenti stasera".