“Secondo me questa è la migliore legge” dopodiché “decide il Parlamento in libertà di coscienza". Il premier Matteo Renzi fa il punto con i collaboratori sulle unioni civili e conferma la linea tenuta fin qui sul ddl Cirinnà, atteso al Senato il 28 gennaio. Insomma, nonostante i malumori, non è in vista alcuna marcia indietro: nessuno stralcio delle stepchild adoption (l'adozione del figlio del partner) come richiesto da alcuni cattolici dem, e nessuna apertura sull'affido rafforzato. È polemica, intanto, su una lista pubblicata sul sito Gay.it con i nomi e gli indirizzi web dei membri Pd che avrebbero dubbi sul disegno di legge.

La posizione del Pd - La posizione del Pd, spiega un dirigente del Nazareno, “è per il ddl Cirinnà così com'è, stepchild adoption comprese. Poi sono possibili miglioramenti, ma rispetto a quel testo”. I possibili “miglioramenti” sono oggetto di un lavoro che va avanti da giorni. A partire dalle riunioni della “bicameralina” Pd (che tornerà a riunirsi il 19 o il 20 gennaio). Si è parlato, ad esempio, di prevedere un periodo di due anni per verificare se la coppia omossessuale abbia i requisiti di adottabilità. In un’intervista a La Repubblica, Pier Luigi Bersani ha dichiarato: “No allo stralcio delle adozioni, meglio decisamente di no. Però bisogna rispettare le sensibilità di tutti, di una parte del mondo femminile che teme l'utero in affitto e dei cattolici. Credo che ci siano le condizioni per trovare una soluzione".

I malumori dei cattolici dem -
I cattolici del partito, però, non ci stanno e puntano sull’affido rafforzato come possibile mediazione. Al Senato è stato depositato un emendamento a riguardo e alla Camera è stato presentato un documento, sottoscritto da una trentina di deputati, che chiede lo stralcio delle stepchild. La situazione all’interno del Pd è piuttosto tesa. Dai renziani pro-ddl c’è la richiesta di abbassare i toni, arrivata direttamente da palazzo Chigi, e la richiesta di “lealtà” sul provvedimento. La speranza dei vertici del Pd, infatti, è che la minaccia dei cattolici di non votare il ddl se dentro ci saranno le stepchild non si concretizzerà. Quello che preoccupa sono i voti segreti e le eventuali imboscate dei 5 Stelle.

La lista criticata - I membri Pd che voterebbero contro il ddl sulle unioni civili, qualora l'articolo 5 sulla stepchild adoption passasse, sono stati inseriti in una lista pubblicata sul sito Gay.it (dell'imprenditore Alessio De Giorgi, uno dei più noti imprenditori omosessuali italiani da sempre vicino al Pd). Sulla pagina ci sono i nomi e i cognomi dei politici “incriminati”, insieme alle foto, gli indirizzi email e dei social network. La pubblicazione della lista ha acceso le polemiche. "Inqualificabile metodo squadrista", hanno scritto in una nota i senatori del Pd Mauro Del Barba, Stefano Collina, Emma Fattorini e Giancarlo Sangalli. E messaggi di condanna, oltre che di smentite sui nomi elencati, sono arrivati da più parti.

Cosa prevede il ddl - Contro il ddl Cirinnà, intanto, si è espresso anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano. “Per me la cosa migliore è che il tema delle adozioni resti fuori”. Ma cosa prevede il disegno di legge in tema di stepchild adoption? Una coppia omosessuale, prevede il testo, non potrà adottare un bambino "terzo", senza legame con uno dei due partner (come, invece, possono fare le coppie eterosessuali). Ma sarà possibile per la coppia omosessuale adottare un bambino che è già riconosciuto come figlio di uno solo dei due.