È la cancellazione del reato di immigrazione clandestina a scaldare gli animi della politica in questo inizio 2016. Il testo del decreto legislativo del governo, infatti, sarebbe pronto e circolerebbe da giorni in ambienti ministeriali. Non senza incontrare le resistenze di Ncd e provocare frizioni con il Pd. Il provvedimento, infatti, non presente nell’ordine del giorno del Cdm di venerdì 8 gennaio, è slittato a settimana prossima.

L’iter –
L’iter per la trasformazione del reato di immigrazione clandestina in illecito amministrativo è iniziato due anni fa. Nell’aprile 2014, con i voti di Partito democratico e M5S, la Camera ha approvato la legge delega n. 67/2014 che già prevedeva l’abolizione dell’articolo 10 bis del Testo unico sull’immigrazione introdotto dalla legge Bossi-Fini. Oggi però tocca al governo emanare un decreto per attuare la legge delega.

Favorevoli -
A spingere l’esecutivo in questa direzione è il procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti. "Potendo interrogare i soggetti migranti senza la veste di indagati, ma come vittime, avremmo - spiegava il 26 novembre - informazioni per lavorare più efficacemente sulla tratta". Il reato di immigrazione clandestina, ribadisce ora in un’intervista a Repubblica, è "un ostacolo alle indagini. I dati ci dicono che non ha avuto finora una funzione dissuasiva".

I mal di pancia -
Si registrano invece le perplessità di Ncd e del ministro Alfano. Il timore, spiegano fonti, è quello di ingolfare il lavoro delle prefetture – che dovrebbero gestire l’illecito amministrativo - e di lanciare un messaggio sbagliato in un momento in cui sul problema immigrazione permane l'allarme sociale (ultimo, in ordine di tempo, il caso di Colonia). Dure, infine, le reazione del Carroccio. “Prepariamoci all'invasione, cose da matti”, twitta il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. “La Lega farà le barricate, in Parlamento e poi nelle piazze con un referendum, contro questa vergogna", promette su Facebook il segretario Federale della Lega Nord.