L'accordo raggiunto a Bruxelles dall'Eurosummit sul piano di aiuti per la Grecia, che scongiura l'uscita di Atene dalla moneta unica, produce i suoi effetti anche sullo scenario politico italiano. Da un lato il premier Renzi tira un sospiro di sollievo, ma invita a "ripensare l'Europa", dall'altro le formazioni più critiche verso l'Unione Europea puntano il dito contro Berlino, con Luigi Di Maio del M5S che arriva a dire che Alexis Tsipras ha tradito il referendum.

Renzi: "Tornare a pensare l'Europa"
- "Quando vedi che tutta la discussione si concentra su un dettaglio tecnico, ti rendi conto che è necessario tornare a pensare a cosa è l'Europa e perché è nata", ha detto Matteo Renzi nella conferenza stampa che si è svolta alla fine dell'Eurosummit. "Avere evitato la rottura sulla Grecia è un fatto importante e significativo - ha continuato il premier italiano - anche se ci sarà molto da lavorare ancora", ma ora è tempo di "una soluzione per l'Europa e il suo futuro".



Di Maio: "Tsipras ha tradito il referendum"
- Di tutt'altro tenore Beppe Grillo, che accusa la Germania di un vero e proprio colpo di stato nei confronti della Grecia. "La democrazia è sospesa - scrive il leader del M5S sul suo blog - l'umiliazione della Grecia è un monito per tutti i Paesi che vogliono il riconoscimento della loro sovranità. La strategia dell'eurogruppo è quella del terrore: colpirne uno per educarne 19". Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio se la prende invece con Alexis Tsipras, colpevole di aver "tradito il referendum e la democrazia". "L'Italia non diventerà mai una colonia delle banche europee. Ci batteremo per andare al Governo il prima possibile e una volta lì ascolteremo davvero i bisogni delle persone", scrive sempre Di Maio in un altro post su Facebook.



Salvini: "L'accordo? Una buffonata"
- Salvini punta invece il dito contro gli 80 miliardi di aiuti destinati alla Grecia, chiedendo al governo italiano di non destinare soldi italiani al salvataggio di Atene. "Accordo greco? Una buffonata. Mi pare che l'Ue (Germania in testa) si sia 'comprata' la permanenza della Grecia nell'Euro promettendo 80 mld (che Renzi non si permetta di far pagare un solo euro agli italiani!) in cambio di 'svendite' e regali alle solite multinazionali". "Ma il 'rivoluzionario' Tsipras che fine ha fatto? Se questa è l'Europa, bella roba...", aggiunge Salvini.

Brunetta: "Italia chiamata solo a pagare e obbedire" - Attacca la Germania il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta: "Quello che stiamo vivendo è il frutto delle politiche di rigore, del 'sangue, sudore e lacrime', imposte dalla Germania e subite da tutti gli altri. La vicenda greca è solo l'ennesimo capitolo di una crisi di governance dell'Unione che ad oggi risulta irreversibile. Questa Europa a egemonia tedesca, a livello economico, politico e culturale, non ci piace". Brunetta attacca anche il governo italiano: "L'Italia è stata assente, senza idee, senza proposte, chiamata solo a pagare e obbedire. Non era mai successo".

Fassina: "Parlamento di Atene sia coerente con referendum"
- Critiche all'accordo arrivano anche dalla sinistra di Renzi, con il fuoriuscito Stefano Fassina che parla di "soffocamento economico e democratico della Grecia" e che si augura "che il voto del Parlamento greco sull'accordo sia coerente con la scelta chiaramente espressa dal popolo greco il 5 luglio scorso".
Soddisfazione per il raggiungimento di un'intesa viene invece espressa dal capogruppo di Sel Arturo Scotto, che invita però a rivedere i trattati europei e chiede di "costruire un'alleanza del sud, l'alleanza dei paesi del Mediterraneo, per rimettere al centro la crescita e la redistribuzione".



Sacconi: "Come se Usa avessero fatto piano Marshall per governo filo sovietico
" - E' sarcastico Maurizio Sacconi, senatore Ncd, che su Twitter sostiene: è come se il governo americano avesse approvato un piano Marshall per un governo filosovietico dopo averlo negato a De Gasperi. Esprime più soddisfazione il suo collega di partito Renato Schifani, secondo cui l'accordo "è un atto di ragionevolezza", ma come Renzi chiede che l'Europa guardi a "manovre più espansive e di sostegno alla crescita, che incentivino la domanda interna e i consumi".