La riforma della scuola è legge. Dopo il voto di fiducia sul maxiemendamento al Senato dello scorso 25 giugno, il ddl ha incassato l'ok definitivo della Camera con 277 sì, 173 no e 4 astenuti. "Centomila assunzioni, più merito, più autonomia. #labuonascuola è legge", ha scritto su Twitter il premier Renzi. Soddisfatto anche il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini:
Giannini: arrivano risorse e autonomia responsabile - Con la "Buona scuola", dice il ministro a Sky TG24, arrivano al sistema pubblico dell'istruzione risorse e una autonomia scolastica responsabile: "Mettiamo 4 miliardi di risorse fresche sulla scuola pubblica statale e l'impegno in direzione dell'autonomia responsabile. Si tratta di un passaggio rivoluzionario per la scuola italiana". E' vero, precisa Giannini, "non c'è una legge perfetta, ci saranno punti deboli e ci sarà la possibilità di correggerli, ma è una grande opportunità, che consegniamo nelle mani di studenti, famiglie, insegnanti".

Proteste e Pd diviso -
Il via libera alla "Buona scuola" è arrivato tra le proteste dentro e fuori l'aula di Montecitorio. Spaccatura anche nel Pd. Tra i deputati dem, in 39 non erano presenti al momento del voto: secondo fonti del partito, 15 erano assenze “giustificate”, mentre i restanti 24 onorevoli (tra cui Bersani, Cuperlo e Speranza) non hanno partecipato alla votazione per “ragioni politiche”. Cinque esponenti della minoranza Pd, poi, hanno deciso di dire “No” alla riforma: sono Alfredo D'Attorre, Carlo Galli, Angelo Capodicasa, Vincenzo Folino, Giuseppe Zappulla.


Cosa cambia - Già dal prossimo settembre la scuola cambierà dunque i suoi connotati. In particolare saranno assunti 100mila nuovi prof. Di questi, una parte andranno a occupare i posti comuni, una parte saranno assegnati al sostegno e un’altra parte al potenziamento dell'offerta formativa: LA SCHEDA.