E' ormai altissima la tensione tra la maggioranza e le opposizioni sul tema delle riforme. In una conferenza stampa congiunta Forza Italia, Sel, Fratelli d'Italia e la Lega hanno annunciato che diserteranno l'aula per protestare contro quello che Renato Brunetta ha definito "una deriva autoritaria della riforma costituzionale e della legge elettorale". Stessa decisione per Movimento 5 Stelle, che ha però deciso di parlare in una conferenza stampa separata. Ma voci della protesta si levano anche all'interno del Pd, con due esponenti di primo piano della minoranza del partito, Stefano Fassina e Pippo Civati che non parteciperanno ai lavori. Inutili gli appelli della presidente della Camera Boldrini affinché si trovi una soluzione allo scontro. Matteo Renzi respinge ogni ipotesi di stop e invita ad andare avanti: "Non vedo nessun motivo politico per interrompere la seduta fiume".

Il premier ribadisce poi, ricordando che la riforma sarà comunque sottoposto a referendum.



Brunetta: "Deriva autoritaria, Renzi è un bullo"
- "Abbiamo convenuto come opposizioni di uscire dall'Aula per denunciare la deriva autoritaria della riforma costituzionale e della legge elettorale che hanno assunto" ha affermato Renato Brunetta nel corso della conferenza stampa con le altre forze di opposizione. "Ci sono delle violenze metodologiche inaccettabili" da parte del Pd e della maggioranza ha denunciato il capogruppo di Forza Italia. "Un mostro e' la riforma elettorale, un mostro la riforma della Costituzione, insieme fanno un mostro al quadrato che ci porta in una deriva autoritaria" ha poi ribadito Brunetta, che ha promesso che d'ora in poi il governo vedrà "sorci verdi" su ogni provvedimento. Parlando poi dell'intervento di Renzi alla Camera nel corso della notte, Brunetta ha detto: "Questa notte in Aula alla Camera è arrivato il premier a fare il bullo".

Sel: "Difendiamo separazione dei poteri"
- Sulla stessa linea il capogruppo di Sel Arturo Scotto, che si è detto "preoccupato perché siamo portatori di una cultura liberale e la rivendichiamo".  "Siamo usciti dall'Aula per difendere la separazione dei poteri che è un principio non negoziabile", ha aggiunto. "Siamo qui a difendere il Parlamento non solo per noi che vi sediamo oggi - ha sottolineato - ma anche per quelli che ci saranno domani". Le opposizioni saranno ricevute dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a cominciare da martedì.


Grillo attacca Mattarella - In un'altra conferenza stampa anche il M5S annuncia che lascerà l'aula. Riguardo alla decisione di non partecipare con le altre opposizoni alla protesta, il deputato grillo Toninelli ha risposto che "a questo tavolo poco fa sedevano le  stesse persone che hanno scritto la riforma. Ci sembrava abbastanza incoerente sederci" in conferenza stampa con Forza Italia. Intanto però in un post sul blog Beppe Grillo attacca il nuovo presidente della Repubblica. "Il silenzio di Mattarella di fronte
allo scempio della Costituzione fatto da Renzie, mai eletto neppure in Parlamento che ieri notte si aggirava come un bullo in parlamento a provocare le opposizioni, questo silenzio è inquietante, forse peggio dei moniti di Napolitano", scrive l'ex comico.

Spaccatura nel Pd - La decisione delle opposizioni ha avuto però anche ripercussioni all'interno della maggioranza. "L'abbandono delle opposizioni è un fatto politico molto grave e chiedo al mio gruppo e al governo di sospendere", ha detto in aula Stefano Fassina spiegando la propria decisione di non partecipare ai lavori. Decisione seguita poi anche da Pippo Civati. Da parte di Gianni Cuperlo è invece arrivata la richiesta di prendersi qualche ora di riflessione. Richiesta che è stata però respinta.

Continuano i lavori in aula - Nel frattempo continuano i lavori in aula con la sola presenza dei deputati della maggioranza e di due deputati di Sel e del M5S, che si alternano per non far decadere gli emendamenti del loro gruppo parlamentare. "Mi rammarico di questa situazione. Mi auguro ci sia un reale spazio per trovare un terreno comune e possano rientrare quanto prima i colleghi che hanno deciso di lasciare l'Aula" è stato l'appello lanciato dalla presidente della Camera Laura Boldrini.