Dopo le prove di intesa, è strappo tra il Pd e il Movimento 5 Stelle sugli emendamenti alle riforme costituzionali. Erano tre le proposte per emendare la riforma costituzionale da parte del M5s: il referendum senza quorum, l’esame obbligatorio delle leggi di iniziativa popolare e il ricorso alla Corte Costituzionale da parte delle minoranze Parlamentari.

M5S verso ostruzionismo - "Se il Pd non accetterà la mediazione il Movimento continuerà con l'ostruzionismo” aveva fatto sapere l'assemblea dei deputati 5 Stelle e lo stallo tra i due partiti sembra portare proprio in questa direzione. "La pausa non ha portato buoni frutti e siamo al nulla di fatto. La nostra proposta di democrazia dal basso si poteva accettare. Alziamo le mani. Auguriamo buon lavoro e buona giornata ai colleghi" ha detto nell'Aula della Camera Fabiana Dadone di M5S, aggiungendo: "A questo punto non posso garantire un andamento del tutto istituzionale in Aula".

Il nodo del referendum senza quorum - "Avevamo presentato una decina di proposte che poi sono scese a sette e quindi a tre. Tra queste c'era l'elemento che noi riteniamo fondante sul referendum propositivo senza quorum, ma non siamo riusciti neanche su questo a trovare un incontro" dice anche il deputato pentastellato Riccardo Fraccaro. Il ministro della Riforme Maria Elena Boschi, su questo punto aveva precisato: “Il referendum senza quorum è una delle richieste avanzate dal M5s, ma non è al momento sul tavolo della trattativa". 

Blog di Grillo: "Pd ha paura della democrazia diretta"
- Sul blog di Beppe Grillo si accusa il Pd di avere paura della democrazia diretta: "Più la democrazia viene calpestata nei Palazzi, più noi chiediamo democrazia, diretta e partecipata dai cittadini. Hanno paura di questo".

Pd: dialogo continua
- Dal Pd, Ettore Rosato fa sapere che "nessuna strada è preclusa" e "il dialogo continua. Ma le cose non condivisibili restano tali". Mentre Emanuele Fiano su Twitter scrive: “Avanti con la seduta fiume”.