"Nessuno può escludere che in Italia accadano fatti drammatici, anche se stiamo facendo tutto il possibile per evitarlo e abbiamo rafforzato i presidi sugli obiettivi sensibili". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, il giorno dopo la strage nella redazione di Charlie Hebdo (AGGIORNAMENTI - FOTO - VIDEO). "Siamo parte dell'Occidente che è sotto attacco, ospitiamo il Papa e Roma è stata più volte evocata dal califfo dell'Isis e siamo dunque tra i Paesi destinatari dell'attenzione di questi assassini, anche se non ci sono segnali concreti di progetti di attentati" ha aggiunto il ministro, che domani 9 gennaio alle 9.30 terrà in Aula alla Camera un'informativa urgente sulla strage.

“In Italia 53 foreign fighters” - “Pensiamo di presentare un disegno di legge in Consiglio dei Ministri per introdurre la possibilità da parte del questore di ritirare il passaporto al sospetto di terrorismo che decide di espatriare", ha detto ancora Alfano. "Tra le norme che proporrò ci sarà anche un'azione sui providers che possono aiutare a trovare i messaggi di radicalizzazione sul web". Il ministro dell’Interno ha quindi confermato che "in Italia abbiamo censiti 53 foreign fighters: conosciamo la loro identità e sappiamo dove si trovano. Non significa che sono 53 italiani, ma che sono passati dall'Italia in partenza o di ritorno".

“Dividere questioni criminali da quelle religiose”
- Quanto all'ondata di islamofobia che si generando in più Paesi, anche in Italia, il ministro dell'Interno è dell'avviso che si contrasta "dividendo le questioni criminali da quelle religiose: un conto è la libera professione di una religione, altro conto è l'uso di una religione, addirittura tenere in ostaggio un Dio, una religione per un fine terroristico, criminale. Quelli che hanno agito ieri a Parigi sono delle bestie, quelli che agiscono per di più prendendo a pretesto Dio o prendendo a pretesto una religione sono delle bestie. Bisogna distinguere - ha concluso - coloro che fanno questi crimini da coloro che liberamente, senza inneggiare alla violenza, senza lanciare messaggi di proselitismo terroristico, estremistico o violento, professano la loro religione".

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