Il Popolo della libertà considera conclusa l'esperienza del governo di Mario Monti ma "non vuole mandare le istituzioni a scatafascio". A dirlo il segretario del Pdl Angelino Alfano dopo che giovedì 6 dicembre il partito di Silvio Berlusconi ha deciso di non votare la fiducia al governo e di astenersi mettendo in pericolo la sopravvivenza dell'esecutivo.

"Abbiamo voluto la nascita di questo governo nella speranza che le cose andassero meglio, ma pensiamo che vadano peggio  e oggi siamo qui per dire che consideriamo conclusa l'esperienza di questo governo", ha spiegato l'ex ministro della Giustizia di Silvio Berlusconi nel corso delle dichiarazioni di voto sul dl sui costi della politica. Alfano ha criticato il governo per non aver avuto la forza di approvare una seria regolamentazione sulle intercettazioni e sulla responsabilità civile dei magistrati e ha invitato Monti ad affrontare questi nodi nelle "ultime settimane che ha davanti". "Ieri non abbiamo votato la sfiducia perché avrebbe forse causato l'abisso dell'esercizio provvisorio. Noi vogliamo concludere ordinatamente la legislatura, non vogliamo mandare le istituzioni e il Paese a scatafascio".

Entando nel dettaglio, secondo il segretario del Pdl, lazione del governo è stata influenza dal partito democratico, che a sua volta "ha subito i diktat della Cgil" Alfano ha criticato in Aula l'esecutivo anche "per aver cambiato la politica estera dell'Italia con il voto" a favore della Palestina come stato osservatore non membro all'Onu. Rivolgendosi poi a Bersani, Alfano ha affermato che "la campagna elettorale sarà fatta dicendo che voi non siete dei marziani, avete governato per otto anni, governate nei comuni. Non vi consentiremo di sottrarvi alle vostre responsabilità. La cosa su cui ci impegneremo: noi non faremo riscrivere da voi la nostra storia anche perché quando scrivere la storia usate il bianchetto per le cose che non vi convengono e l'evidenziatore per quelle che vi convengono. Noi ci siamo e restiamo in campo".