di Valeria Valeriano

A sei mesi dalle ultime elezioni amministrative Catanzaro è di nuovo senza sindaco. Il Tar della Calabria ha annullato per delle irregolarità le consultazioni del maggio scorso in otto sezioni. Decade il primo cittadino di centrodestra, Sergio Abramo, e tutto il Consiglio comunale: i giudici, infatti, hanno dichiarato nullo il verbale di proclamazione.

Al voto per la terza volta in meno di due anni. Negli otto seggi si tornerà alle urne entro 60 giorni, poi i voti verranno riconteggiati con quelli delle altre 82 sezioni e solo allora verrà proclamato il nuovo sindaco. Per il capoluogo calabrese è la terza chiamata elettorale in un anno e mezzo. A maggio 2011, infatti, aveva vinto il candidato del centrodestra Michele Traversa, che dopo quasi otto mesi aveva deciso di tenersi la poltrona da parlamentare e lasciare quella da sindaco. A maggio 2012, dopo qualche mese di commissariamento, le nuove elezioni e la vittoria (ora revocata) di Abramo. “Dopo la notifica del provvedimento nominerò il commissario per il Comune e a breve fisseremo la data delle consultazioni”, ha fatto sapere il prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci.

Accolto il ricorso dello sfidante. Il Tar ha accolto parzialmente il ricorso presentato dal candidato sindaco del centrosinistra, Salvatore Scalzo, da Sel e dal candidato consigliere Giuseppe Pisano. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro dieci giorni. Nel dispositivo i giudici amministrativi hanno ordinato anche l'invio della sentenza alla Procura e alla Prefettura di Catanzaro e hanno condannato il Comune al pagamento delle spese per una somma complessiva di 14 mila euro. La Procura, già qualche giorno dopo le elezioni del maggio scorso, aveva avviato un’indagine per accertare l’ipotesi di reato di corruzione elettorale. Al momento della lettura della sentenza del Tar nell’aula c’è stato un applauso. All’esterno, poi, alcuni sostenitori di Scalzo hanno urlato “Giustizia è fatta”.

Le reazioni. “Oggi è una bella giornata. I giudici hanno fatto la cosa più giusta”, ha commentato lui, il candidato sindaco del centrosinistra.“È un giorno storico – ha aggiunto il candidato consigliere di Sinistra Ecologia e Libertà, Giuseppe Pisano –. Finalmente la città di Catanzaro ha avuto giustizia”.
Di tutt’altro tono le dichiarazioni di Sergio Abramo, sindaco decaduto: “Rispetto la sentenza, ma non posso non osservare che tale decisione piomba come un macigno su una città che stava rimettendosi in moto. Il fermo amministrativo, al quale ci opporremo davanti al Consiglio di Stato, costerà ai cittadini di Catanzaro un prezzo enorme. Non ho dubbi che gli elettori, sempre che si debba effettivamente andare alle urne, amplieranno il loro consenso e la loro fiducia verso la mia persona”.

Le sezioni coinvolte. Le otto sezioni coinvolte sono dislocate in tutta la città. Sono la numero 3 del quartiere Janò, la 4 di Pontegrande, la 18 di Siano, la 24 di via Bambinello Gesù (rione Uccelluzzo), la 28 Ospedale Civile, la 37 Scuola elementare Aldisio in via De Gasperi (in centro), la 70 Corvo-Aranceto e la numero 85 del quartiere Lido. Proprio in questa sezione l’Ufficio centrale aveva messo a verbale “un numero di schede votate e scrutinate (886) superiore al numero dei votanti (884)”.