Con Berlusconi ora "lo spread sarebbe a 1200": la frase di Monti al Wall Street Journal fa esplodere l'ira del Pdl, che manda sotto il governo alla Camera, fa mancare i numeri in Senato e 'costringe' il premier a telefonare a Berlusconi per dirsi "dispiaciuto". "Parole insensate", critica Alfano; "ha detto la verità", secondo Casini. Oggi Monti vede entrambi i leader e probabilmente sentirà anche a Pierluigi Bersani. Intanto sui quotidiani in edicola abbondano commenti e retroscena sull’incidente diplomatico.

Sul Corriere della Sera Roberto Zuccolini racconta di un Berlusconi chiamato “mentre era dal dentista” e di una telefonata che ha avuto l’effetto di “placare i falchi del Pdl". Poi, secondo Zuccolini, "al vertice notturno di Palazzo Grazioli matura la convinzione che "occorre prepararsi a tutto anche alle urne", ma "sarebbe imperdonabile provocare una crisi dalla quale potrebbe avvantaggiarsi solo il centrosinistra".
E anche Carmelo Lopapa, su la Repubblica, descrive il timore dell’entourage del Cavaliere che sia lo stesso Monti a volere il voto anticipato. "Monti vuole spingerci a staccare la spina, ma non faremo a lui, a Bersani e a Casini questo favore", sarebbe il pensiero dello stesso Berlusconi.
Per Stefano Folli, editorialista del Sole 24 Ore, invece, non c'è l'intenzione di andare a elezioni anticipate dietro alle parole di Monti, ma di "accentuare il tono politico" della presenza del premier sulla scena pubblica, in vista di un rafforazamento dei "moderati" nel futuro del Paese.

Anche per Mario Sechi, direttore de Il Tempo, non c'è nessuno complotto dietro alle parole di Monti, ma il premier avrebbe bisogno di "uno spin doctor", date le gaffe scaturite dalle sue interviste. Di "gaffe" parla anche Libero che titola "Monti, una gaffe al giorno" e nell’occhiello: "Fermatelo".