"Sicuramente l'autunno non sarà facile, questa crisi è molto pesante e mette a rischio il futuro industriale del nostro Paese". Il giorno dopo i dati Istat che fotografano l'andamento negativo dell'industria italiana, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, non guarda con ottimismo ai prossimi mesi. In un’intervista a RadioRai, il titolare del Welfare avverte: "L'assenza di industria mette a rischio il lavoro", poi con un riferimento al caso Ilva afferma "sull'industria dobbiamo e possiamo ancora contare".

E proprio sul caso dello stabilimento siderurgico di Taranto, dove martedì 7 agosto il Tribunale del Riesame ha confermato l’ok al sequestro ma con deroga d’uso, Fornero dice: "Ritengo che sia arrivata una decisione equilibrata". Fornero sottolinea l'esigenza di evitare "una contrapposizione" tra interessi diversi e cercare "un equilibrio". L'obiettivo, dice il ministro è "avere una fabbrica senza che la salute dei cittadini ne risenta". "Questa sentenza - aggiunge - richiede a tutti l'impegno di collaborare in modo immediato, cogente, per far si che l'operazione di bonifica possa avvenire in tempi rapidi per ridare serenità a tutte quelle famiglie che sono veramente tante che dipendono dal lavoro all'Ilva".
Mentre, in una ottica di "di medio-lungo periodo" serve una riflessione su "cosa deve essere dell'industria siderurgica nel nostro Paese, una industria che è sicuramente importante, che richiederà molti investimenti: bisogna vedere se ci sono in Italia le risorse per vedere se questa industria possa continuare. Bisogna lavorare in una prospettiva di medio periodo per far sì che l'Italia non perda questa industria". E c'è "una questione di una classe operaia alla quale bisogna ridare dignità, non va considerata di serie b, non è un lavoro su cui si può transigere su problemi di sicurezza e lavoro".

Elsa Fornero poi ha provato a rassicurare anche sulla Fiat dicendo che con l'ad Sergio Marchionne "mi sono sentita recentemente e abbiamo pensato ad un incontro anche nel mese di agosto". "'Ritengo che incontri di franca discussione siano sempre utili, e personalmente non mi sono mai sottratta ed anzi mi sono offerta più volte". Allo stato, ha concluso il ministro, non ci sono motivi per pensare che Fiat non "mantenga i suoi impegni di investimento".