Con 371 voti favorevoli, 86 contrari e 22 astenuti la Camera dei deputati ha approvato il decreto sulla spending review convertendolo in legge. La prima fase operativa della spending review assicura allo Stato risparmi pari a 4,5 miliardi nel 2012, 10,9 miliardi nel 2013 e 11,7 miliardi nel 2014.
Dal taglio del personale della pubblica amministrazione al riordino delle province, dagli sconti sui farmaci per la sanità pubblica alle nuove norme per l'aumento delle tasse universitarie il decreto per la spending review prevede tagli di spesa per i più svariati settori  della pubblica amministrazione. Nel maxiemendamento è stato accorpato anche il decreto dismissioni. Cassa depositi e prestiti, Fintecna, Simest e Sace gli organismi da dismettere. Saranno invece accorpate  l'Agenzia del Territorio con l'Agenzia delle Entrate, i Monopoli con l'Agenzia delle Dogane.
Tra gli scopi del decreto, quello di evitare l'innalzamento dell'Iva previsto invece per il    prossimo ottobre (un punto per le aliquote dell'10% e del 21%) e che slitta invece al prossimo anno.

Ecco le misure più importanti del testo:

TAGLI ALLA P.A. - Il provvedimento rivede, tra le tante norme, l'organico della pubblica amministrazione con un taglio, entro ottobre,  delle dotazioni delle amministrazioni centrali con un meno 20% per la dirigenza e meno 10% per il resto del personale e una revisione del turn over. Prevede ionltre il contenimento dei costi per il parco auto e i buoni pasto e la riduzione delle spese per il funzionamento della presidenza del Consiglio.

FARMACI - Limati gli sconti a carico di farmacie e aziende farmaceutiche previsti per il 2013: fissati al 2,25% per le prime, al 4,1% per le seconde. Passa inoltre dall'11,5% all'11,35% il tetto della spesa farmaceutica territoriale. Per i cosiddetti farmaci griffati, spetta al medico la facoltà di decidere se inserire o meno il nome di uno specifico farmaco nella ricetta,insieme al principio attivo. L'indicazione è vincolante per il farmacista se inserita la lausola di non sostituibilità.

TAGLIO DEI POSTI LETTO OSPEDALIERI - Le Regioni dovranno procedere con la riduzione dei posti letto per arrivare a 3,7 ogni 1000 abitanti. La riduzione avverrà anche sulla base e nel rispetto degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera.

DA SOPPRESSIONE PROVINCE A RIORDINO - Stop alla soppressione, si passa al riordino delle province. Saranno le Regioni a proporlo, con una proroga dei termini di scadenza. Le Regioni dovranno poi rispettare i parametri di popolazione e territorio (350.000 abitanti e 2.500 chilomentri quadrati), e la volontà di spostamento dei Comuni da una Provincia ad un'altra. Rete scolastica e gestione dell'edilizia scolastica saranno di competenza delle Province. 100 milioni di euro alle Province dal fondo per i rimborsi fiscali alle imprese. Nessun salvataggio per Terni, Matera e Isernia.

CITTA' METROPOLITANE - Dovrà essere una specifica Conferenza a elaborare e deliberare lo statuto delle città metropolitane.

800 MILIONI AI COMUNI - 800 milioni che le Regioni dovranno distribuire ai Comuni. Alla Sicilia il contributo piùconsistente contributo: 171,5 milioni di euro.

STOP OBBLIGO TAGLIO ENTI
- Non c'è più l'obbligo per regioni, province e comuni di sopprimere o accorpare enti, agenzie e organismi con funzioni fondamentali a patto che comunque gli oneri finanziari siano ridotti non meno del 20%.

PREFETTURE - Passa dal 10 al 20% il risparmio imposto alle prefetture per l'esercizio unitario delle funzioni logistiche e strumentali di tutte le strutture periferiche dello Stato.
Esclusi dal riordino Carabinieri, Gdf, Capitanerie di porto e Polizia penitenziaria.

PIU' TEMPO PER TAGLI A ESTERI E INTERNI
- La riduzione di dirigenti e personale dell'amministrazione civile dell'Interno e dei diplomatici in servizio all'estero del ministero degli Affari esteri avrà sei mesi in più per essere applicata.

TAGLIO STIPENDI MANAGER - Tetto di 300mila euro agli stipendi dei manager delle aziende non quotate partecipate dallo Stato, compresa quindi la Rai.

INTERCETTAZIONI
- Taglio di 25 milioni ai fondi per le intercettazioni telefoniche nel 2012.

AFFITTI - Slitta di 2 anni, all'1 gennaio 2015 il taglio del 15% nella rideterminazione del canone di locazione di immobili delle quali sia locataria per uso istituzionale una delle pubbliche amministrazioni.

TASSE UNIVERSITARIE - Gli Atenei potranno decidere di aumentare le tasse universitarie dei fuori-corso in base al coefficiente ISEE, sino a raddoppiarle per le fasce di reddito più

BANKITALIA
- Anche la Banca d'Italia dovrà tenere conto dei principi contenuti nella spending review e risparmiare su auto blu, buoni pasto, ferie e permessi, consulenze esterne, e locazioni.

DIVIETO CUMULO PROFESSORI UNIVERSITARI
- I professori e ricercatori universitari che rientrano in ruolo dopo un incarico diverso non potranno cumulare le indennità allo stipendio.

DEROGHE A RIFORMA PER PENSIONI PROFESSORI - Potranno andare in pensione con le vecchie regole i professori che avranno maturato i requisiti entro il 31 agosto prossimo e se rientreranno anche nella categoria dei docenti in esubero. Il pensionamento scatterà dal settembre 2013.

SALTA TAGLIO ENTI DI RICERCA - Salta il taglio di 30 milioni per gli enti di ricerca previsto per il 2012. Per il 2013 i tagli vengono ridotti di 30 milioni passando a circa 51 mln.

MULTE SCIOPERI
- Raddoppiano le multe che la Commissione di Garanzia sullo sciopero nei servizi essenziali puo' infliggere.

ESODATI - Nessun allargamento della platea dei cosiddetti lavoratori esodati oltre i 120 mila già individuati, contrariamente a quanto annunciato durante i lavori della commissione Bilancio del Senato.