"Se il precedente governo fosse ancora in carica ora lo spread italiano sarebbe a 1200 o qualcosa di simile". La frase che il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha rilasciato in un'intervista pubblicata martedì 7 agosto sul sito del Wall Street Journal, scatena il putiferio (che non si placa nemmeno dopo le scuse del premier che in una telefonata con Berlusconi si è detto "dispiaciuto").
E' una provocazione "tanto stupida quanto inutile", la definisce il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. "Capiamo che gli può risultare sgradito il fatto che il saliscendi degli spread sta avvenendo anche durante il suo governo e che ciò può averlo innervosito, ma questo non giustifica la sua provocazione".
Rincara la dose il presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri (intervenuto poi anche a SkyTG24, qui l'audio): "Mentre il Parlamento vota fiducie a raffica sarebbe bene che il comportamento di Monti fosse più equilibrato e rispettoso. Ci si potrebbe anche stufare prima o poi".
E il segnale il Pdl lo dà subito. Martedì 7 agosto i deputati azzurri hanno fatto andare sotto il governo su un ordine del giorno del decreto per la spending review. "Lo abbiamo fatto apposta - spiega il tesoriere del gruppo Pietro Laffranco - per protesta contro le parole di Monti su Berlusconi. Ha detto una sacrosanta sciocchezza e noi abbiamo voluto lanciare un segnale".
E mentre anche a Palazzo Madama i senatori del Pdl hanno fatto mancare il numero legale per tre votazioni, fonti di Palazzo Chigi hanno tenuto a precisare che non c'era alcuna intenzione polemica nei confronti del passato esecutivo e che la stima di uno spread a 1200 viene da una proiezione degli effetti della speculazione sul nostro paese se non si fossero dati segni di discontinuità con il passato.

Monti: "Spread alti per colpa del nostro debito" - "Gli spread sono ancora alti - ha detto Monti al giornale Usa (che oggi 7 agosto ha dedicato anche un editoriale al premier italiano) – perché il nostro debito è oggettivamente molto alto e i mercati hanno iniziato a realizzare drammaticamente che il governo dell'eurozona è debole". Secondo la Germania, ha proseguito il premier, "se il mercato si costringe a pagare dei tassi più alti per definizione questo significa che non si è fatto abbastanza per la propria economia". Una visione, secondo Monti "che riflette i timori di un affossamento dell'euro".

"Le riforme fatte finora non bastano" - Per questo, prosegue Monti, "le riforme fatte finora dal governo non bastano a rimettere l'Italia in forma, occorre che mettano bene radici nei comportamenti degli italiani in modo da sopravvivere anche a governi vecchio stile".
"Ho sempre ritenuto che la concertazione sia stata una pratica utilizzata in modo troppo esteso in passato", ha aggiunto il premier al Wall Street Journal che gli chiedeva un commento sul frequente ricorso dei governi italiani al negoziato con Confindustria e sindacati. "La concertazione è come il dentifricio: se non lo chiudi, finisce tutto fuori", ha aggiunto.

"Spero di riuscire a cambiare la mentalità degli italiani"
- "Spero che il mio governo possa aiutare a cambiare la mentalità degli italiani, non sostituendola con quella tedesca, ma ci sono degli aspetti - come la solidarietà spinta a livello di collusione - che sono alla base di comportamenti come l'evasione fiscale", ha aggiunto il Professore.