“336 milioni di risorse per l’Ilva”. Il ministro per l’Ambiente, Corrado Clini, annuncia al termine del Consiglio dei Ministri il decreto "finalizzato a rendere disponibili le risorse previste nel protocollo di intesa del 26 luglio scorso". Si sblocca così un passaggio delicato che riguarda il sito siderurgico di Taranto, finito al centro della ribalta dopo la decisione del tribunale di sequestrare sei reparti dello stabilimento (nell'ambito di un'inchiesta per disastro ambientale), mettendo così a rischio il posto di lavoro di migliaia di dipendenti. Che in questi giorni sono scesi più volte in piazza, non facendo mancare momenti di tensione.
Il ministro ha sottolineato che il decreto potrà "semplificare le procedure per fare in modo che gli interventi approvati siano attuati in tempi certi". Le risorse previste, ha quindi spiegato, "sono 336 milioni di euro".
"E' una buona notizia”, ha commentato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. "Insieme, con rigore e serietà - dice - siamo stati all'altezza della drammaticità del passaggio che stiamo vivendo". "La scelta del governo - sottolinea il governatore - è stata quella di accogliere il suggerimento che la Regione Puglia, la Provincia e il Comune di Taranto, la deputazione parlamentare avevano avanzato nel corso dell'incontro a Bari con il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini.
Intanto si attende per sabato 4 agosto la decisione del tribunale del Riesame, chiamato a decidere sui ricorsi presentati contro il sequestro degli impianti.

Decreto per l'avvio immediato delle bonifiche - Clini ha aggiunto che il decreto riguarda "l'intero importo del protocollo" che prevede più interventi e che il commissario sarà la Regione: "Deciderà il presidente se vuol farlo lui o meno". Nel comunicato del Cdm si legge che "il Consiglio sulla base della relazione del ministro dell'Ambiente ha approvato un decreto legge per consentire l'avvio immediato delle bonifiche nelle aree inquinate nel sito di interesse nazionale di Taranto.
In questo modo sono state individuate misure che, attraverso la semplificazione e l'accelerazione delle procedure, rendono rapidamente spendibili le risorse previste dal Protocollo d'intesa del 26 luglio".

Accesso a fondi pubblici solo con innovazioni tecnologiche - Se verranno attuate innovazioni tecnologiche l'Ilva "potrà accedere ai fondi pubblici", ha affermato il ministro Clini, che ha sottolineato: "Gli investimenti per le imprese per rispettare l'obbligo di legge sono a carico delle imprese stesse. Solo in caso di innovazione tecnologica le imprese possono accedere a fondi pubblici". Clini si è rallegrato, inoltre, della decisione dell'Ilva di depositare le proprie perizie sanitarie "in modo che si possa avviare il confronto". Il ministro ha anche spiegato che il gruppo siderurgico "dovrà fare gli interventi di sua competenza con risorse proprie".

Attesa per la decisione del Riesame sul sequestro - Poi, ricordato come sia in corso l'udienza al tribunale del riesame di Taranto, Clini ha detto che l'Ilva "presenterà una valutazione tecnica in merito alle perizie della Procura del Tribunale del Riesame, cosa che non aveva fatto durante l'incidente probatorio". La presentazione da parte dell'Ilva di "una valutazione tecnica in merito alle perizie è un fatto positivo - ha aggiunto Clini - perché la magistratura avrà più elementi conoscitivi".