L'Aula del Senato ha dato il via libera al decreto Sviluppo. Il provvedimento, già approvato dalla Camera, è convertito definitivamente in legge. I voti a favore della fiducia sul testo sono stati 216, quelli contrari 33 mentre sono stati 4 gli astenuti. Hanno votato contro la Lega Nord e l’Idv. 
Tra le misure contenute nel provvedimento il Bonus per l'assunzione di personale qualificato, il riordino degli incentivi, la proroga fino a giugno del 2013 per le detrazioni sugli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica, i canali di
finaziamento alternativi al sistema bancario per le piccole e medie imprese e il concordato preventivo più semplice per le aziende in crisi.

Durante le dichiarazioni di voto, intervenendo in Aula la capogruppo dell’Idv in commissione Industria Patrizia Bugnano, ha spiegato: "Sono almeno tre le buone ragioni per non votare l'ennesima fiducia al governo Monti: la prima, è perché non abbiamo ancora visto traccia del piano energetico nazionale, promesso dal ministro Passera fin dal suo insediamento; la seconda, perché nel decreto Sviluppo ci sono norme manifesto, prive di copertura, come l' art 27 sui progetti di riconversione e riqualificazione delle aree industriali in crisi, così come denunciato dalla Corte dei Conti; la terza, è la norma filtro sull'appello, un provvedimento che nelle sue intenzioni poteva anche essere condivisibile, perché consente di accelerare i tempi della giustizia, ma porterà a risultati opposti, perché non farà altro che ingolfare la Cassazione, quindi non certo una misura per favorire le imprese".

Soddisfazione è stata invece espressa da Confidustria. “Il Decreto Crescita rappresenta un segnale importante nella direzione dello sviluppo. Ad esso dovranno ora fare seguito ulteriori azioni per liberare risorse per gli investimenti, rilanciare l'occupazione, soprattutto giovanile, e la domanda interna". Viale dell'Astronomia ribadisce "l'esigenza di intervenire con decisione e senza ritardo sui temi dell'innovazione e della ricerca, strategici per la crescita e la competitività delle imprese”.

Proprio alla vigilia del voto sul decreto, il ministro dello Sviluppo Corrado Passera aveva annunciato che già si sta lavorando a ulteriori "proposte", con la consapevolezza che dovrà incidere "senza scorciatoie" su "tutte le debolezze del Paese". E sul decreto ora trasformato in legge aveva ribadito, che il testo è uscito dalla Camera "più forte, ricco e completo" e potrà dare quell'impulso necessario all'economia "di un Paese che non cresce da tanti anni".