La possibilità di elezioni anticipate? Una decisione che spetta solo al Presidente della Repubblica. Con una nota secca e circostanziata Giorgio Napolitano mette un paletto all'ipotesi di un ritorno delle urne e ricorda, non senza una certa severità, ai partiti l'impegno a cambiare la legge elettorale. "Negli incontri che ho avuto nei giorni scorsi con il Presidente del Senato e il Presidente della Camera, abbiamo constatato come a distanza di oltre 20 giorni lo sforzo da me sollecitato con lettera del 9 luglio non abbia purtroppo prodotto i risultati attesi" scrive infatti il Capo di Stato in una nota, in cui ricorda come "altre settimane sono trascorse senza che abbia avuto inizio in Parlamento l'esame di un progetto di legge elettorale sulla base dell'intesa, pure annunciata come imminente da parte dei partiti rappresentanti attualmente la maggioranza e aperta al confronto tra tutte le forze politiche."

Richiamo per una legge elettorale
- Secondo Napolitano l'Italia dovrebbe dotarsi di una nuova legge elettorale anche per rafforzare la propria immagine all'estero. "Le posizioni dei partiti da tempo impegnati in consultazioni riservate, sono apparse diventare più sfuggenti e polemiche. Debbo dunque rinnovare il mio forte appello a un responsabile sforzo di rapida conclusiva convergenza in sede parlamentare. Una conclusione necessaria "al rafforzamento della credibilità del paese sul piano internazionale in una fase di persistenti gravi difficoltà e prove". Nessun ritorno alle urne: "In quanto a ipotesi di possibile anticipazione delle elezioni politiche, ritengo di dover sollecitare la massima cautela e responsabilità in rapporto all'esercizio di un potere costituzionale di consultazione e decisione che appartiene solo al Presidente della Repubblica".

Clima più calmo tra Pd e Pdl - Il Pdl, che sta mettendo a punto la proposta da presentare martedì nella riunione del Comitato ristretto della commissione Affari Costituzionali del Senato, esprime apprezzamento per le parole di Napolitano spiegando, come fa il capogruppo Maurizio Gasparri, che il suo appello va "nel solco" dell'iniziativa pidiellina. Il parlamentare del Pdl, in un'intervista a SkyTG2 (guarda il video) ha affermato: "Risponderemo in modo concreto al rinnovato appello".  Anche il Pd, tramite la capogruppo Anna Finocchiaro (guarda il video), auspica che questa sia "una settimana proficua e decisiva. Non servono prove di forza, ultimatum e nemmeno fretta. Vogliamo cambiare il 'Porcellum' con il consenso della maggioranza più ampia possibile".

Di Pietro attacca Napolitano e Monti - Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro ha invece criticato l'operato del capo dello Stato: "La nostra Costituzione é tramortita dalla prepotenza di chi avrebbe tanta voglia di assolutismo, ossia di comprimere la potestà delle Camere. Era la voglia conclamata di Berlusconi. Pensavamo d'aver raggiunto l'apice. Ci siamo sbagliati: sottovalutavamo Monti e Napolitano". L'attacco di Di Pietro ha suscitato le reazioni sdegnate di Veltroni che ha definito le sue parole "un attacco insopportabile e indecoroso". Pierferdinando Casini ha invece replicato su Twitter: ""Ho sempre pensato che Di Pietro fosse il più nostalgico di Berlusconi. Oggi ne sono sicuro". Anche Nichi Vendola si è detto "perplesso" dalle esternazioni del leader dell'Idv.