"Nell'intervista apparsa sul giornale Bild, l'idea del cambio di nome dal Popolo delle Libertà a Forza Italia è stata equivocata trattandosi, com'è logico ed evidente non già di una decisione assunta, ma solo di un'idea, di una proposta, da discutere e da verificare nelle sedi proprie". Con una nota Silvio Berlusconi corregge il tiro sulle parole che hanno riaperto la discussione all'interno del Pdl. 

Aldo Di Biagio, deputato di Futuro e libertà fedele a Fini, dice che con il ritorno a Forza Italia per gli ex di Alleanza nazionale "si aprono le porte dell'orfanotrofio". E che l'iniziativa di Berlusconi non sia indolore per gli ex An trapela dalle parole di Ignazio La Russa: "Non credo che ci sia una decisione in tal senso ma per me sarebbe una decisione sbagliata. Non si può cambiare da un giorno all'altro un progetto, un programma", ha detto il coordinatore nazionale del Pdl. Mentre il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, dice chiaramente no a "ritorno a sigle del passato".

Meno diretto un altro senatore, Altero Matteoli, che a SkyTG24 ha detto (video): "Non riesco a scaldarmi al nome del partito, a me interessano i contenuti, il programma, gli obiettivi.  Comunque si riuniranno gli organi del partito e decideremo. La discesa di Berlusconi in campo ha messo al riparo la questione della leadership, ora dobbiamo parlare tra noi e individuare programma e obiettivi".
Netta l'ex ministro Giorgia Meloni, che su Twitter scrive: "Io in Forza Italia non ci vado. Alleati sì, sottomessi mai".

E' stata probabilmente la reazione dei colleghi di partito una volta solidali di Fini che ha portato Berlusconi a emettere una nota. A ruota il segretario del Pdl Angelino Alfano ha fatto sapere che Il Popolo della Liberta "è un progetto al quale siamo affezionati. Non è un problema di nomi, ma di sostanza sulla quale dovranno pronunziarsi i più alti organismi previsti nello statuto del Pdl".