Continua il pressing del Pdl su Nicole Minetti, anche se dall'ufficio di presidenza del Consiglio regionale lombardo assicurano che, al momento, non è stato presentato alcun annuncio di dimissioni da parte della consigliera coinvolta nel caso Ruby con l'accusa di induzione e favoreggiamento della prostituzione. E, contattata al telefono, Minetti si nega alla stampa. "Non rilascio dichiarazioni, non ho altro da dire", dice prima di riattaccare. Intanto, domenica 15 luglio era stato lo stesso segretario del Pdl Angelino Alfano a sollecitare dai microfoni di SkyTG24 le sue dimissioni (guarda l'intervista integrale). Lunedì 16, invece, il coordinatore regionale del Pdl Mario Mantovani aveva assicurato che il passo indietro della consigliera regionale sarebbe arrivato oggi.

Martedì 17 luglio Minetti parteciperà alla seduta al Pirellone - Stando all'articolo 12 del regolamento del Consiglio regionale, l'esponente pidiellina - eletta nel 2010, nel listino bloccato di Roberto Formigoni, su indicazione di Silvio Berlusconi - può annunciare le sue dimissioni in due lettere da inviare all'ufficio di presidenza, guidato dal leghista, Fabrizio Cecchetti, e alla giunta per le elezioni. Come avvenuto per Renzo Bossi, le dimissioni devono essere discusse in Consiglio regionale. In base al regolamento, il consiglio potrebbe anche respingerle; in tal caso, però, il consigliere avrebbe diritto di ripresentarle entro 10 giorni e, a quel punto, diventerebbero automatiche. Se non vi sono dubbi sulla richiesta che le arriva dal partito, non è ancora chiaro quando e se l'ex ballerina di 'Colorado cafè' intenda fare il passo indietro. Martedì 17 luglio ha fatto sapere che parteciperà alla seduta del Consiglio sull'Expo.

Il pressing del Pdl - Intanto, continua il 'pressing' nel partito. Per Franco Frattini sono "inevitabili" a questo punto. "Sono un simbolo di un nuovo modo per il Pdl di concepire la candidatura", spiega. Prende le distanze Ignazio La Russa: "Non mi hanno chiesto niente quando hanno deciso di candidarla e non ho contribuito a farla diventare consigliere regionale", adesso "non voglio contribuire alle sue dimissioni, non voglio contribuire a decisioni che non appartengono". "In questi mesi ha dimostrato di non essere adatta alla politica", perché nel partito "non ci deve essere chi non ha un credo politico", ribatte Daniela Santanchè. "L'ho sempre difesa, non mi piace il linciaggio mediatico", ma adesso nel Pdl bisogna dare spazio alla militanza è il commento di Mariastella Gelmini.