( In fondo all'articolo l'intervista integrale ad Angelino Alfano )

"Sì". Così il segretario del Pdl Angelino Alfano, intervistato da Maria Latella nel corso dell' approfondimento di SkyTG24 "L'intervista", risponde alla domanda se lunedì 16 luglio Nicole Minetti debba dimettersi da consigliere regionale della Lombardia. Una presa di posizione netta che rivela la linea del partito dopo la notizia del ritorno in campo di Silvio Berlusconi e che conferma le indiscrezioni dei giorni scorsi circa la richiesta di un passo indietro avanzata proprio dall'ex premier a Nicole Minetti. La consigliera regionale della Lombardia, imputata per favoreggiamento della prostituzione anche minorile nell'ambito del processo Ruby bis, aveva però smentito le voci. "Dimettermi? No, è solo un'indiscrezione. Io non ho presentato nessuna lettera di dimissioni, sono tranquilla e rimango al mio posto , ma non fatemi dire altro" aveva dichiarato.

Alfano, Berlusconi e il futuro del Pdl -
Angelino Alfano non nega inoltre che gli ultimi giorni siano stati per lui "turbolenti" ma sottolinea quanto sia "forte il legame" con l'ex premier. "Sono convinto della sua candidatura" dichiara. Si tratta di una scelta coerente, che nasce anche "dalla richiesta e dalla insistenza di altri".


Il ritorno in pista di Berlusconi, chiarisce il segretario del partito, è improntato su qualcosa di molto solido. Non è animato da ambizioni personali, ma dalla necessità di consentire agli italiani di esprimersi su fatti recenti della storia italiana. "In fondo in fondo ci siamo dimessi perché debilitati nei numeri in Parlamento da Gianfranco Fini e a causa di una aggressione nei nostri confronti", ha aggiunto chiarendo che il Pdl non ha mai mollato la presa sulle riforme per modernizzare il sistema. Per Alfano tutto il resto, qualsiasi altra speculazione sulla scadenza del 2013, rappresenta "fantapolitica". E afferma con forza che "non c'è nessun cerchio magico" attorno a Silvio Berlusconi, il Cavaliere "non ha bisogno di essere assistito. E' un uomo che fa squadra".

Berlusconi e lo spread - Alfano parla anche di spread e del rapporto che il differenziale tra i titoli di Stato italiani e tedeschi ha con la politica italiana. "Se lo spread sale non è colpa di Monti come non lo era di Berlusconi" afferma. E aggiunge: a novembre l'ex premier "si è dimesso senza colpa. Sono passati 9 mesi da quando Berlusconi ha ceduto il passo . Con Monti gli spread restano alti, le borse continuano a scendere e i giudizi delle agenzie di rating restano negativi ". Insomma, ribadisce, "ora abbiamo la forza di dire che tutto ciò non è colpa di Monti come non lo era di Berlusconi. Serve però l'opinione degli italiani su questa fase controversa della realtà italiana". Infine, sulla legge elettorale aggiunge: "Bisogna consentire ai cittadini di scegliere deputati e senatori e anche il presidente della Repubblica".