"Credo che alla fine lui deciderà di scendere in campo, c’è un gran movimento di sostegno alla ricandidatura del presidente Berlusconi. In tanti glielo stanno chiedendo, tanti cittadini e tanti del Pdl, e io sono tra questi". Così Angelino Alfano, a margine dell'Assemblea dell'Abi, conferma a SkyTG24 l'intenzione di Silvio Berlusconi di candidarsi alle prossime elezioni, come rivelato dal Corriere della Sera.
"Del resto - ha aggiunto il segretario del Pdl - per chi come lui ha governato in anni così complessi, ha ceduto il passo a un nuovo governo tecnico senza mai essere stato battuto in aula e senza avere perso le elezioni. Per chi come lui è stato il protagonista di questi anni credo sia giusto e legittimo chiedere un giudizio al popolo italiano sulla storia di questi anni e su una nuova chance di governo".

L'ipotesi della discesa in campo di Berlusconi, sostenuto anche da Alfano, sembrerebbe far sfumare l'idea delle primarie per la scelta del candidato premier del Pdl, di cui nel partito si parla da tempo e che erano state indette anche dal documento conclusivo dell'ufficio di presidenza del Pdl, l'8 giugno scorso. Il partito, si leggeva nel testo, "indice per l'autunno elezioni primarie aperte a tutti i cittadini per l'elezione popolare diretta del candidato del PdL alla guida del governo".
"Se Berlusconi vorrà candidarsi lo farà sapere" aveva poi detto Alfano, a fine giugno, circa le prime ipotesi di una discesa in campo del Cavaliere, ribadendo però anche allora che le primarie erano un'iniziativa "concordata con lo stesso Berlusconi". A chiedere le primarie, in particolare, i cosidetti "formattatori" del Pdl, la componente più giovane che chiede un forte rinnovamento del partito.