Approda in Senato la spending review, per un iter che il governo vorrebbe chiudere entro il 3 agosto. Mentre Ue e Corte de Conti esprimono apprezzamento per le misure dell'esecutivo Monti, la politica interna manifesta qualche perplessità. All'annuncio del ministro della Salute Balduzzi, che ha parlato di tagli alla Sanità da quasi 8 miliardi, risponde il Pd chiedendo modifiche al provvedimento. Intanto, Federfarma ha deliberato una serrata delle farmacie il 26 luglio. I tagli previsti dal decreto, accusa la presidente Annarosa Racca, "sono insopportabili e vanno al di là della possibilità che ha una farmacia del servizio sanitario nazionale di rimanere aperta".

Cosa cambia per le farmacie  - La spending review individua per la farmaceutica territoriale un nuovo tetto di spesa pari all'11,5% (rispetto al precedente 13,3%). Per la farmaceutica ospedaliera il nuovo tetto è del 3,2% (rispetto al precedente 2,4%). Nel caso di  sfondamento del tetto della farmaceutica territoriale viene confermato il meccanismo di ripiano totalmente a carico della filiera farmaceutica (aziende, grossisti, farmacisti). Per lo  sfondamento della spesa farmaceutica ospedaliera, che fino ad oggi è stato tutto a carico delle regioni, viene introdotto un meccanismo di ripiano che pone a carico delle aziende farmaceutiche il 50% del totale.
Il budget assegnato alle singole strutture per l'acquisto di prestazioni sanitarie da soggetti privati accreditati scende all'1% nel 2012 e al 2% nel 2013 rispetto al budget 2011.

Per Federfarma 20mila posti di lavoro in meno - "La spending review è fortemente iniqua, taglia l'unica spesa che è sotto controllo e sotto il tetto. Protesteremo e continueremo a protestare anche fino alla disdetta della convenzione", ha detto Racca in conferenza stampa. Secondo Federfarma, le norme sulla spending review porteranno a un calo dell'occupazione nelle farmacie di 20.000 unità.