Norme, codici, regolamenti. E soprattutto tagli. La spending review, contenuta nel decreto legge 95/2012, è stata firmata dal presidente della Repubblica Napolitano. Ma - tra le polemiche di segno opposto - di sindacati e parti sociali, cosa cambia davvero per i cittadini?

Dall'Iva ai crediti verso la pa, i vantaggi per le aziende - Partiamo dalle imprese. Il decreto evita l'aumento dell'Iva, rimandato al luglio del 2013. Non solo: come scrive Il sole 24 ore (la rassegna stampa), il regime fiscale di favore previsto per le società di investimento immobiliare quotate viene esteso anche per le società di gestione e valorizzazione di immobili pubblici promosse dal Demanio. Infine, i crediti verso la pubblica amministrazione potranno essere compensati con le somme iscritte a ruolo.

Famiglie: dal mancato aumento dell'Iva alle agevolazioni - E per le famiglie? I vantaggi dovrebbero essere di vario tipo. Oltre allo stop all'aumento dell'Iva, arriveranno più soldi per i libri scolastici (90 milioni per il diritto allo studio e 103 per libri scolastici gratuiti), ma soprattutto grazie al risparmio della spending review si potrà estendere la clausola di salvaguardia per altri 55mila esodati. I vantaggi dovrebbero inoltre arrivare anche dalla pubblica amministrazione: i tagli non dovrebbero comportare riduzioni dell'efficienza dal punto di vista dei cittadini, anche se l'introduzione di ferie obbligatorie potrebbe fare trovare più porte sbarrate durante i periodi festivi.

Pubblico, si taglia - Perlopiù brutte notizie per i dipendenti e gli amministratori pubblici: meno posti di lavoro (riduzione del 10% per gli impiegati, del 20% per i dirigenti), ferie obbligatorie, oltre al dimezzamento delle province e al taglio di tribunali, procure e di trasferimenti statali verso le Regioni.