Monta la polemica sul decreto sulla revisione di spesa varato dal governo. Dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani che parla di un rischio "esodati-bis", ai sindacati, fino a Confindustria, è un fuoco di fila di dichiarazioni, contro i tagli decisi dal governo. 

Bersani: "Ci sono cose da correggere". Capezzone: "Pd prigioniero della Cgil" -
"Nel decreto ci sono cose buone, e le appoggeremo con convinzione. Ci sono anche cose da correggere. Quello che soprattutto non va riguarda il taglio delle risorse agli enti locali, già troppo indeboliti, e l'intervento sulla sanità. In particolare, per ciò che riguarda la sanità, l'errore è prima di tutto tecnico. Non c'è sufficiente comprensione di come funzioni nella realtà il servizio sanitario. Si rischia il bis della vicenda esodati, avere cioè più confusione che risparmio". Così in una nota il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che aggiunge: "Siamo pronti a ragionare su altre soluzioni, discutendo con il governo e le Regioni e in Parlamento".
Risponde a distanza un altro esponente della maggioranza, il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone: "Sulla spending review, sono partite resistenze di tutti i tipi, che vanno superate e battute. In particolare, il Pd e la sinistra sono prigionieri della Cgil e dell'ala massimalista del sindacato, che già hanno contribuito a  depotenziare la riforma del lavoro".

Di Pietro: "Una delle peggiori porcherie del governo" - Va all'attacco della spending review anche il presidente dell'IdV, Antonio Di Pietro. "Tra tutte le porcherie che questo governo ha fatto con tanta sobrietà, il decreto sulla spending review è una delle peggiori" scrive sul suo blog  e annuncia: "Noi dell'Italia dei Valori lo contrasteremo ovunque: in Parlamento, nelle piazze, nei luoghi di lavoro. Saremo al fianco dei lavoratori se decideranno di scioperare per dire 'Basta"'.

Critiche anche da Cgil e Confinustria - Anche dalle parti sociali arrivano parole dure per il governo. "Questo provvedimento è in realtà una manovra non dichiarata che, nella sostanza, salvo pochissimi punti, è un taglio lineare, ancora una volta degli enti locali, delle Regioni e della sanità" il commento del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. E a sorpresa sposa le sue parole il numero uno di Confindustria Giorgio Squinzi. "Condivido praticamente tutto quello che ha detto Susanna Camusso" ha detto Squinzi nel corso di un dibattito con la leader della Cgil. Si deve certamente "evitare la macelleria sociale - ha aggiunto - ma dobbiamo anche razionalizzare e semplificare la pubblica amministrazione eliminando le ridondanze. Se non dimagriamo un po' in salita non andiamo". 
Camusso poi ha rincarato: "L'Italia non ha più tempo di aspettare. Avevamo immaginato che sulla spending review potessero esserci risposte ma non ci sono. E a tutto ciò si risponde con la mobilitazione".

Casini: "Confidiamo nell'intelligenza degli italiani" - Si schiera invece in difesa del governo e della spending review il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, che su twitter scrive: "Lo spartiacque è chiaro: chi si illude di sopravvivere, difendendo sprechi e corporazioni, e chi sceglie la serietà. Ci sono costi da pagare e forse voti da perdere. Confidiamo nell'intelligenza degli italiani".