Il presidente Giorgio Napolitano, in un colloquio con Eugenio Scalfari a La Repubblica, promuove l’idea di una nuova costituente per fare le riforme necessarie al nostro Paese, ma assicura che lascerà il Quirinale alla data prevista, cioè nel maggio 2013. “E’ stata presentata la proposta di un’Assemblea costituente, e dopo 30 anni di tentativi abortiti di riforma costituzionale non si può negare ce questo approccio abbia una sua motivazione" dice Napolitano, che aggiunge: "Tocca al Parlamento valutare quella e altre proposte". Poi assicura che lascerà alla scadenza del mandato: "Conto i giorni alla rovescia fino al maggio 2013".
Nel colloquio un riferimento anche al caso Mancino, nel quale, in merito alla trattativa Stato-Mafia pesanti accuse sono state mosse al Colle: "Il mio comportamento è stato sempre corretto" rivendica il capo dello Stato.
Nel corso dell’intervista il presidente affronta anche i temi della crisi economica internazionale: "Non mi domandare se ce la faremo – dice a proposito dell’Italia - io so soltanto che dobbiamo farcela". A Bruxelles, continua, Monti, Hollande, Rajoy, Draghi e altri: "Hanno provato ad aprire nuove strade". Mentre sull'ipotesi di uscita dall'euro, il Capo dello Stato liquida l'idea come "sciocchezze o, peggio, pura  demagogia".
E sui rapporti col cancelliere tedesco Merkel: tra noi "reciproca comprensione e fiducia" dice, "si sono manifestati disaccordi non lievi, ma il rapporto tra l'Italia e Germania [...] rimane un pilastro fondamentale della costruzione europea". E aggiunge: "Soltanto l'unione politica dell'Europa garantisce la speranza del futuro".