I mini-ospedali sarebbero "salvi". Secondo quanto si apprende, nel decreto sulla spending review, atteso per il pomeriggio di giovedì 5, non ci sarebbe più l'intervento previsto dalle bozze circolate nei giorni scorsi che ipotizzava la chiusura per decreto - di fatto un taglio deciso direttamente - delle strutture ospedaliere con meno di 80 posti letto.

"Nei tagli alla sanità non si può andare oltre, è stato raggiunto il limite", aveva detto in un'intervista a la Repubblica il ministro della Salute, Renato Balduzzi commentando le indiscrezioni e ribadendo quanto affermato già nel pomeriggio del 4 luglio. "Ho detto che non è pensabile sia Roma a decidere quali piccoli ospedali vanno chiusi". "E' necessaria una riorganizzazione della rete ospedaliera, non c'è dubbio le Regioni sono invitate a farlo, in particolare quelle che, proprio per la mancata razionalizzazione, sono in piano di  rientro (Piemonte, Puglia, Sicilia) e quelle in commissariamento  (Lazio, Campania, Abruzzo, Molise, Calabria). Ma non sarebbe coerente  con il riparto delle competenze tra Stato e Regioni se i tagli fossero decisi da Roma. Ne andrebbe di mezzo la serietà di una politica  sanitaria. Una cosa così non può essere accettata. Lo dirò in consiglio dei ministri". "

Il decreto sulla spending review, per tagliare la spesa pubblica, arriverà nel pomeriggio di oggi 5 luglio al Consiglio dei ministri. Fra le previsioni del commissario Enrico Bondi, il taglio del 10% degli impiegati pubblici e del 20% dei dirigenti, l'accorpamento di uffici, i tagli ai buoni pasto e auto blu, risparmi sulla sanità, con tagli pari a 3 miliardi tra 2012 e 2013. Non è escluso però che il consiglio possa slittare a venerdì, visti anche i "contrasti politici" interni all'esecutivo di cui ha riferito anche Balduzzi.