La spending review non è una manovra di finanza pubblica, piuttosto un'operazione strutturale che serve a recuperare gli oltre 4 miliardi necessari per evitare l'aumento dell'Iva a settembre. Così Mario Monti, al tavolo a Palazzo Chigi con enti locali e parti sociali, ribadisce che il governo intende condurre un'operazione per evitare l'aumento dell'imposta e consegna agli interlocutori il piano del governo: taglio del 20% dei dirigenti della Pubblica amministrazione, del 10% dei dipendenti e di un altro 20% delle consulenze. "Siamo contrari a tagli lineari fatti con l'accetta", avrebbe detto Monti durante la riunione di Palazzo Chigi. L'intenzione dell'esecutivo, è quello di “eliminare gli sprechi e non ridurre i servizi, evitando tagli lineari guardando alle più alte priorità”, ha spiegato Monti per rassicurare non solo le parti e gli enti locali, ma soprattutto i partiti della maggioranza che attendono di vedere la carte ma hanno già fissato i loro paletti.
Intanto, l'Aula della Camera ha dato il via libera al decreto legge sulla spending review. Il testo, leggermente modificato a Montecitorio, è stato approvato con 387 sì, 20 no e 47 astenuti. Il decreto torna al Senato, e scade il 7 luglio.

Grilli: "Italia sorvegliata speciale a livello Ue"- Il viceministro dell’Economia Vittorio Grilli ha sottolineato che l'intervento sulla spending review è urgente, nel senso che dovrà essere portato a termine entro questa settimana. Ma non finirà qui. "E' un processo lungo". Poi ha osservato: “Non bisogna dimenticare che l'Italia, è sempre una sorvegliata speciale a livello Ue”.
L'operazione spending review, ha spiegato Monti, sarà divisa in tre fasi. La prima avviata la scorsa settimana con i tagli alla presidenza del Consiglio ed al Tesoro, la seconda con un decreto legge già probabilmente venerdì 6 luglio, la terza con un nuovo decreto per la riorganizzazione delle amministrazioni periferiche.

Governatori preoccupati per i tagli a sanità e trasporto pubblico
- "Sulla sanità non cederò un millimetro" ha detto ai veneti Luca Zaia, governatore della Regione, parlando del possibile taglio di 600mln di euro da parte del governo nell'ambito della spending review. Si dice molto preoccupato il presidente della Lombardia Roberto Formigoni. "Non abbiamo ricevuto risposte tranquillizzanti dal governo, soprattutto sul fronte sanità e trasporto pubblico locale. Si rischia di tagliare ulteriormente i servizi ai cittadini". Lapidario il commento del governatore del Lazio Renata Polverini: "A questo punto è meglio aumentare l'Iva".

Sindacati pronti allo sciopero -
"Abbiamo trovato un governo reticente e criptico nel dire cosa intende mettere nel provvedimento. Questo ci ha preoccupato" ha commentato la leader Cgil, Susanna Camusso al termine del tavolo sulla spending review, dando un "giudizio negativo" sul metodo e sul merito. Insoddisfazione anche da parte del segretario della Uil Luigi Angeletti: “Non credo si possa evitare lo sciopero generale se ci saranno solo tagli lineari" come quelli annunciati sui pubblici dipendenti. Il leader della Cisl Raffaele Bonanni però ha chiarito: sullo sciopero generale "ancora non abbiamo deciso ma siamo comunque contrari al taglio sul pubblico impiego". Ora "il giudizio è sospeso fino alla decisione finale che prenderà il governo". E se ci sono eccedenze nel pubblico impiego "vanno gestite all'interno dell'accordo firmato con il ministro Patroni Griffi". Positivo invece il primo giudizio complessivo di Confindustria. Ma gli industriali vogliono valutare in modo approfondito le misure che l'esecutivo intende adottare, come spiega il presidente dell'associazione degli industriali, Giorgio Squinzi.

Tariffe, Monti: "Governo non entra nel merito" -
Intanto, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Ansa, il premier avrebbe scritto una lettera a ministeri e Authority in merito al sistema tariffario dei servizi, rendendo noto che “il governo non intende impingere nel merito delle scelte tecniche dei vari organismi ma limitarsi a indicare gli obiettivi e le priorità delle politiche industriali che intende perseguire". Dichiarazioni che smentiscono le indiscrezioni pubblicate da la Repubblica secondo le quali l’esecutivo starebbe pensando di bloccare i prezzi di luce, gas, acqua e autostrade fino al 2012. Per l'agenzia di stampa Agi, però, il blocco delle tariffe sarebbe presente nella bozza del decreto.