Settimana decisiva per la spending review. Ancora diverse le ipotesi sul tappeto e sono attese per lunedì 2 luglio delle riunioni di lavoro per stringere, con un vertice interministeriale in serata, sul pacchetto che conterrà i tagli alla spesa pubblica. Si parla ancora di una forbice ampia, che potrebbe arrivare fino a 9 miliardi di euro. I 4,2 miliardi di partenza, che servono ad evitare l'aumento dell'Iva per quest'anno, potrebbero aumentare per trovare una soluzione ad altre priorità: terremotati, esodati, ma anche riforma del lavoro, in particolare su alcune parti della flessibilità in entrata.

Attesa per l’incontro con le parti sociali - Martedì il confronto con i sindacati e poi il consiglio dei ministri dove si tireranno le fila. Un Cdm che, senza la pressione di qualche giorno fa, a questo punto potrebbe tenersi, riferiscono fonti dell'esecutivo, tra giovedì e venerdì, se non addirittura all'inizio della prossima settimana. Per quanto riguarda l'Iva, si guarda anche al 2013: obiettivo almeno il dimezzamento a 1 punto del già previsto aumento della tassa. "Ora è da vedere se fare tutto adesso o rinviare una parte a subito dopo l'estate", riferiscono fonti governative.

I tagli del commissario Bondi - Il grosso arriverà dal pacchetto del commissario Enrico Bondi sui risparmi sugli acquisti di beni e servizi, con un ruolo più ampio per la Consip. Intervento scontato anche sulla sanità, in particolare sulla spesa farmaceutica e sui costi dei ricoveri. E' invece verosimile che il giro di vite sul pubblico impiego sia rinviato. Ora potrebbe arrivare la stretta sui dirigenti e funzionari e la riorganizzazione di alcune presenze territoriali dello Stato. In un secondo tempo, se necessario, si agirebbe sulle piante organiche, sulle ferie e i buoni pasto. Ma le ipotesi sono ancora tutte aperte e la riunione di domani sera, che appunto anticipa il confronto previsto con i sindacati per martedì, dovrebbe essere in questo senso decisiva.

Bersani (Pd): evitare aumento Iva
- "Siamo assolutamente determinati a evitare quell'ulteriore aumento dell'Iva - ha detto il leader del Pd Pierluigi Bersani (GUARDA IL VIDEO)- ma c'è modo e modo di arrivare all'obiettivo e vogliamo poterne discutere". Il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto avverte che se il varo della spending review "avverrà senza consultazione allora deve essere previsto un libero confronto parlamentare non pregiudizialmente bloccato dal voto di fiducia. Comunque deve essere chiaro che questa manovra è funzionale all'obiettivo di evitare un aumento dell'Iva". Serve "un piano industriale" del pubblico impiego, che contenga misure per far "dimagrire Regioni, Province e istituzioni" e non "i soliti tagli lineari senza senso", ha detto il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni.

I decreti da approvare - Sul fronte parlamentare, invece, si lavora già al nuovo decreto sulla crescita, che è all'attenzione della Camera. Sempre a Montecitorio il primo decreto sulla spending review dovrà essere esaminato dall'Aula. In stand-by invece la delega fiscale: dopo le settimane perse per le correzioni sulla parte penale, ora la riforma è alla Camera ma ancora non sono stati calendarizzati i lavori. Premono i decreti che hanno maggiore urgenza tra quello sulla crescita e quello, politicamente più spinoso, dell'accorpamento delle agenzie fiscali. Ma la riforma del fisco rischia di slittare e l'obiettivo di arrivare ai decreti di attuazione entro fine anno sembra allontanarsi.