Roberto Maroni è il nuovo segretario della Lega Nord. Nel secondo e ultimo giorno del congresso federale del Carroccio, al Forum di Assago, alle porte di Milano, l'ex ministro dell'Interno è stato eletto per alzata di mano. Il segretario federale "lo voglio fare come deve essere fatto da statuto: senza tutele, senza commissariamenti, senza ombre e con il coinvolgimento di tutti", ha spiegato Maroni nel suo intervento sul palco.
Durante il congresso non sono mancati i fischi per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Mentre Umberto Bossi è arrivato in ritardo, facendo slittare la scaletta degli interventi in base alla quale sarebbe stato lui il primo a prendere la parola.
Poi però, quando Maroni è stato eletto segretario, si è commosso e ha citato un passo della Bibbia: "Al re Salomone si presentano due donne e vogliono entrambe un bambino. Salomone non sa decidere di chi è il bambino e dice alle sue guardia 'tagliatelo in mezzo'". Con la voce rotta Bossi ha proseguito ricordando che "una delle donne grida 'no, no non tagliatelo, datelo all'altra, non tagliate il bambino perché il bambino è suo". "Così questo ho fatto io – ha chiosato Bossi- lo dico perché avverto che alcuni ancora non lo hanno capito".

Maroni: "Io segretario, ma non me l'ha ordinato il medico" - "Voglio dirlo subito: patti chiari, amicizia lunga. Non me l'ha ordinato il medico di fare il segretario federale", dice Maroni. "Ho passato tutte le stagioni della Lega fin dall'inizio quando con Bossi - prosegue - abbiamo cominciato a costruire questo straordinario movimento politico".
"Vorrei che domani si ricominciasse a lavorare tutti insieme", è l'auspicio di Maroni, che ha invitato tutti quelli che sono pronti a collaborare, a partecipare. Ma ha avvertito: "Chi è qui per chiacchierare a vanvera se ne può andare domani mattina".

"Recupereremo la fiducia di chi non ci vota più" - "Non sarà facile recuperare la fiducia di chi non ci vota più, ma io ci credo. Voglio che la Lega torni ad essere la Lega Nord 'la potentissima', come è stata negli ultimi decenni". "Ci credo – dice Maroni – perché la Lega ha fatto sempre l'analisi giusta. E' sempre stata lucida nel capire prima cosa sarebbe avvenuto. Noi siamo qui e ripartiamo con grande forza".
“Il progetto della Padania non cambia. Finché ci sarò io non si toccherà l'articolo 1 dello statuto. Il progetto non cambia. La Padania diventerà una regione dell'Europa".

“Rifarei i respingimenti anche domani” - "Bisogna continuare senza indugio la lotta contro l'immigrazione clandestina. Basta pietismi, basta solidarietà pelosa ministro Riccardi. I respingimenti io li farei subito, domani mattina, altro che violazione dei diritti umani", ha detto Maroni nel corso del suo intervento.
Poi, parlando del futuro della Lega, ha detto: "Via da Roma se può essere la strada e se sarà la strada sarà via da Roma". "Via da Roma significa - chiarisce - che del problema delle alleanze chi se ne frega, certamente non ci può essere nessuna alleanza con i partiti che sostengono il Governo Monti. Vuol dire via dalle poltrone romane, fuori dalla Rai e da questi posti di potere che non ci hanno portato  nulla".
"Vanno bene gli slogan ma dobbiamo dare più concretezza all'azione politica della Lega, porci degli obiettivi veri e raggiungerli", ha detto Maroni, sostenendo che per la Lega "il primo obiettivo è licenziare il governo Monti senza possibilità di reintegro".

Il Senatur: "Nessuno ha rubato" - "La Lega non ha rubato nulla, i ladri sono altri, i farabutti romani", ha detto Umberto Bossi nel suo intervento al congresso federale, e, dalla platea dei militanti è partito qualche fischio. "Nessuno ha rubato, qualcuno ha aperto la fortezza da dentro", ha aggiunto il senatur.
"Tutto quello che è accaduto nella Lega, è stato studiato a tavolino", ha aggiunto poi riferendosi alle inchieste della magistratura. "La Lega non ha rubato niente - ha insistito - io pensavo fosse troppo scemo il nostro amministratore per essere legato alla 'ndrangheta. Se era così, però, chi lo sapeva lo doveva dire... i servizi segreti lo sapevano".

Bossi si toglie qualche sassolino, ma sul palco è solo - Bossi si è rivolto a chi ha imbracciato la scopa, in segno di “pulizia”, durante la serata dell'orgoglio leghista, convocata il 10 aprile a Bergamo, dopo lo scandalo sui rimborsi elettorali. "Quelli che alzano le scope, farebbero meglio, se andiamo a fondo, a non alzarle troppo", ha detto il senatur, con riferimento all'oggetto brandito da molti leghisti, sul palco di Bergamo, compreso Roberto Maroni.
Tra quelli che hanno alzato le scope, ha affermato Bossi, "ce n'è uno che il suo autista, invece di farlo pagare al suo Comune, lo fa pagare alla Lega". Secondo leghisti di area “bossiana”, il riferimento sarebbe al sindaco di Verona, Flavio Tosi.

Approvato il nuovo Statuto - I lavori si sono aperti con l'approvazione del nuovo Statuto, al primo punto dell'ordine del giorno. A tal proposito il Senatur ha detto: "Vado a vedere se mi avete fatto degli imbrogli". "E' stato votato all'unanimità", gli ha risposto il governatore del Veneto Luca Zaia. "Questo è preoccupante", ha replicato Bossi. "Oggi, secondo me, non è necessario fare lo statuto, avete votato lo statuto, spero che qualcosa non sia cambiato che io non sappia", ha aggiunto.