Per qualcuno è stato solo un botta e risposta. Per qualcun altro, l'apertura della campagna elettorale Bersani versus Renzi , in vista delle prossime primarie. Certo è che il doppio discorso dei due esponenti del Pd a poche ore di distanza ha contribuito a creare ulteriori scintille all'interno del partito.
Ha iniziato il primo cittadino di Firenze, nel suo intervento a 'Big Bang. Italia Obiettivo Comune', l'assemblea di mille amministratori locali in corso al Palazzo dei Congressi. "Ogni tanto sento qualcuno che mi dice: ma tu piaci a quelli di centrodestra?.....Ebbene, pescare tra quelli di là è l'unica condizione per non riperdere le elezioni...piacere all'altra parte politica non è mica un delitto!", ha detto replicando al documento, circolato nei giorni scorsi e pubblicato dall'Espresso , che immaginava una lista civica nazionale alleata del centrodestra con il sindaco di Firenze.

"Credo che alle primarie uno di noi ci sarà" - Renzi ha poi spiegato che "se ci saranno primarie, se saranno aperte e libere e se uno di noi ci sarà, come credo, se avremo perso noi dal giorno dopo saremo al fianco di chi le avrà vinte. E siamo sicuri che avverrà anche a parti inverse. Loro sono sicuri di vincere, ma può accadere il contrario". Il sindaco di Firenze si dice comunque ottimista: "Credo siamo la maggioranza del partito, ma in caso di sconfitta non lo abbandoneremo".
Poi l'invito ai maggiorenti del Pd: "L'Italia si può servire senza necessariamente stare appiccicati a una poltrona. Senza fare nomi, caro D'Alema, Veltroni, Rosy, Franco Marini, in questi anni avete fatto molto per il paese, per l'Italia, ma adesso anche basta" ( video ).

Bersani: "Le primarie non saranno una rissa" - Ma la rispota a Renzi non è tardata ad arrivare. Anche se Bersani non lo ha citato mai, il sindaco di Firenze è stato il convitato di pietra dell' incontro che il segretario Pd ha avuto con i segretari dei circoli . Una sfida a distanza, un duello che si è chiuso con una promessa: "Finché ci sono dentro io le primarie non saranno una rissa".
E con un'invocazione: "Nessuna tifoseria o faziosità, il Pd deve essere credibile". Del resto, ha ironizzato, "anche io sono moderatamente bersaniano". L'Italia in questo momento non perdonerebbe al partito democratico quattro mesi di guerra fratricida mentre l'Europa rischia di esplodere, ha chiarito Bersani.