Elsa Fornero attacca l'Inps sulle cifre che riguardano gli esodati, le persone che rischiano di rimanere senza pensione e senza lavoro. Il dato fornito dall'Istituto e che ha scatenato le polemiche delle settimane scorse "è stato interpretato come numero di lavoratori da salvaguardare, ciò che non è" perché il dato "è parziale e fuorviante". Le parole del ministro del Lavoro arrivano durante un'audizione in Senato. "Oltre ai 65.000 lavoratori esodati per i quali è già stata garantita una copertura al reddito", aggiunge il ministro, "la nuova platea che il governo si impegna a tutelare è pari a 55.000 persone". Tra loro anche gli operai dello stabilimento di Termini Imerese.

"Respingo il fatto che io abbia fornito informazioni non vere, non è mai stata mia abitudine né voglio infrangere questa regola in questo breve periodo di governo tecnico", ha continuato. La titolare del Welfare ha anche aggiunto che "i lavoratori da salvaguardare, oltre i 65.000 già previsti dal decreto del Governo, sono 55.000".

Giornata di tensione, quella di martedì 19, anche per quanto riguarda la riforma del lavoro: "Non c'è dogmatismo", dice Elsa Fornero, bisogna "essere disposti a monitorarla, a vedere se gli effetti si discostano dagli obiettivi posti e se così dovesse succedere bisogna avere la disponibilità eventualmente a cambiare qualcosa".
E, dopo un incontro avuto con i partiti, afferma: "Penso che sia stato un incontro molto costruttivo e ho rilevato una buona disponibilità a considerare con grande senso di responsabilità la richiesta fatta dal premier Monti di approvare alla Camera, con anticipo rispetto al calendario previsto, la riforma del mercato del lavoro".

Solo poche ore dopo l'apertura del ministro, arriva però il duro giudizio del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che nel commentare la riforma parla di "una boiata", ma aggiunge "non possiamo fare altro che prenderla così com'è perché dobbiamo presentarci al summit europeo del 28 giugno con una proposta approvata". A stretto giro arriva la risposta del ministro: "Sono sicura che si ricrederà". Anche per il segretario della Uil, Luigi Angeletti, la data di scadenza è quella del 28 giugno ("altrimenti non la fanno più", dice a SkyTG24).