Tre giorni prima del voto in Senato sul suo arresto, Luigi Lusi è stato ospite de L’Intervista di Maria Latella, lo spazio di approfondimento di SkyTG24. Lusi è indagato dalla procura di Roma per aver sottratto soldi al partito della Margherita di cui era tesoriere, circa 22 milioni di euro, per fini privati. La moglie del senatore, Giovanna Petricone, è già agli arresti domiciliari e l'aula del Senato voterà sulla richiesta di arresto di Lusi questa settimana. Il reato contestato è associazione a delinquere.

Lusi:" Operazioni finanziarie fatte sulla base di un accordo verbale" - Rispondendo alla domanda su come gli fosse venuto in mente di appropriarsi del denaro della Margherita, Lusi ha risposto che lui si è "assunto tutto le responsabilità di un tesoriere di un partito politico. Io ho applicato nei fatti un patto fiduciario che era presente. Patto negato da Rutelli, Boccia e Bianco." Continuando poi ha spiegato che "ci sono due parti di questa vicenda. Ci sono investimenti fiduciari, che infatti oggi tornano alla Margherita (a patto che vadano a firmare dal notaio, sennò non tornano al partito)", mentre "la seconda parte afferisce a un patto scellerato. La scelta che io compissi certe operazioni finanziarie sulla base di un accordo verbale. E' questo è stato il mio grande errore e per il quale mi difendero nel processo, e non dal processo."

Lusi: "Ho solo eseguito ordini verbali" - Entrando nello specifico della vicenda, l'ex tesoriere ha spiegato che "nei partiti non c'è un meccanismo tipo consiglio di amministrazione. Ci sono meccanismi di rapporto fiduciario in cui le cose si dicono a voce. Non c'è una spesa che io abbia sostenuto che abbia un mandato scritto. Per il resto, di 194 milioni di euro spesi in 11 anni, non c'è una traccia scritta. Il tesoriere è uno che esegue degli ordini. E questi ordini sono verbali. E se nessuno me li conferma, si dice che me li sono inventati."
"Il patto scellerato è stato l'aver accettato di compiere delle operazioni senza che venisse scritto qualcosa da qualche parte" ha aggiunto Lusi.

Lusi: "Non ho intenzione di patteggiare" - Riguardo al voto del Senato che lo riguarderà, Lusi ha spiegato che "non dovrebbero approvare il mio arresto perché non c'è il pericolo di fuga, né di inquinamento delle prove, nè di reiterazione del reato. Non ci sono altri motivi", mentre sulla sua strategia processuale ha detto che "non ho intenzione di patteggiare". L'ex tesoriere della Margherita non ha voluto rivelare altri retroscena, perché "qualunque cosa io dica senza pezza d'appoggio, diventa poi un'accusa di calunnia nei miei confronti. Parlerò ai magistrati". Lusi ha poi aggiunto di essere sicuro "che la verità prima o poi venga a galla. Io ho chiesto che le carte vengano scoperte e invece la cosiddetta parte offesa nega questo percorso. "

Lusi: "Perchè la Margherita non vuole rendere pubblici i conti?" - "Tutte le spese sono alla luce del sole. Le mie spese venivano controllate. Io facevo tutto quello che mi era stato chiesto di fare" ha spiegato il senatore. "C'erano tre organi che controllavano" e spiega che "i revisori dei conti avevano in mano di tutto. E' un po' difficile dire che ho truccato i conti". "Perché i politici della Margherita sono contrari a svelare tutti i conti del partito?", si chiede alla fine Lusi.