E’ durata formalmente 11 anni l’esperienza politica della Margherita. Il partito centrista di Francesco Rutelli, confluito nel 2007 nel Pd,  è crollato sotto i colpi del caso Lusi, il tesoriere accusato di aver sottratto almeno 13 milioni di euro dalle casse del partito provenienti dai rimborsi elettorali. Nell’Auditorium Antonianum, a pochi metri da San Giovanni in Laterano a Roma, una magra assemblea federale (presenti un centinaio di delegati su quattrocento), ha votato per lo scioglimento.
Un collegio di liquidatori, composto da tre persone, avrà il compito di occuparsi del patrimonio del partito, che a parte un finanziamento di 3 milioni di euro da destinare al quotidiano Europa, sarà restituito allo Stato. La Margherita non si limiterà a devolvere tutti i finanziamenti pubblici ricevuti come partito, ma farà la stessa cosa anche con i risarcimenti giudiziari che riceverà da Luigi Lusi.
E l'ex tesoriere della Margherita sarà ospite dell'Intervista di Maria Latella, l'approfondimento giornalistico in onda domenica 17 giugno alle 11 e 35 su SkyTG24 (e in streaming su Sky.it)

"Quella che abbiamo preso oggi sullo scioglimento della Margherita è una decisione limpida, forte e coraggiosa", ha detto Francesco Rutelli, in una breve conferenza stampa nella quale ha illustrato ai giornalisti il resoconto dell'assemblea federale. "E' stata una conclusione - ha aggiunto - di grande dignità. L'errore sulla persona è evidente” ha detto l’ex leader riferendosi a Lusi. “Le vicende degli ultimi mesi illuminano ancora di più la doppia personalità dell'uomo che si manifestava scrupoloso, intransigente. Oggi – ha continuato il leader dell'Api - resta solo il suo secondo volto: dal rifiuto di ammettere tutti i misfatti e di restituire senza sotterfugi il maltolto, all'attività di allusiva aggressione e velenoso inquinamento efficacemente analizzata negli atti della magistratura, fino a un cinico 'muoia tutta la politica', pur di tentare di salvare se stesso".

Nonostante la maggioranza con il quale l’assemblea ha votato per lo scioglimento, tra i delegati non sono mancate le critiche. Arturo Parisi accusa Rutelli di “golpe, non ci hanno nemmeno fatto vedere i bilanci”, ha dichiarato dopo aver lasciato in anticipo l’auditorium. “Nessun golpe”, ha risposto Rutelli . “Non ricordo una sola assemblea in cui Parisi non sia andato via prima protestando. Il bilancio c’è nero su bianco. E’ il resoconto degli ultimi 11 anni, comprese le spese per la fotocopiatrice. Si tratta di un lavoro molto meticoloso e di grande attendibilità".

Oltre a Parisi, anche altre persone presenti all’assemblea hanno manifestato le loro perplessità sul modo in cui è stata convocata, sull’assenza di tanti delegati e sui tempi di consegna delle carte contabili. "E' stata messa una pietra tombale su quanto accaduto - denuncia Luciano Neri - una scelta di auto assoluzione che tiene conto delle conseguenze politiche, morali e gestionali. Non poteva esserci epilogo peggiore".