Dopo che l'11 giugno è stata diffusa dall'Ansa una relazione dell’Inps che fissa a quasi 400mila il numero degli esodati (coloro che in seguito alla riforma delle pensioni rischiano di restare senza lavoro né pensione), il ministro del Lavoro Elsa Fornero attacca i dirigenti dell’Istituto previdenziale. "Se fossimo in un settore privato questo sarebbe un motivo per riconsiderare i vertici. Siamo in un settore pubblico, ci sono le leggi e il Parlamento e tutte queste procedure vanno rispettate" ha detto a chi le chiedeva se i dirigenti dovessero dimettersi.

"Io dico - ha proseguito Fornero al termine dell'assemblea della Confartigianato - che quelli che sono usciti sono numeri parziali e non interpretati e questa non è mai una bella cosa. Il ministro non ha mai potuto dire che i numeri non debbano essere dati. Dico soltanto - ha continuato - che quelli sono parziali e non interpretati". La diffusione è stata "irresponsabile, fatta per danneggiare il governo". Per Fornero l'esecutivo "ha promesso serietà e impegno' mentre c'è‚ chi preferisce il gioco al massacro".

Le parole della Fornero seguono il comunicato in cui il ministro aveva sottolineato come il governo sia "consapevole" che il provvedimento sui lavoratori salvaguardati "non esaurisce la platea di persone interessate alla salvaguardia" e "confermi "l'impegno per questi altri lavoratori a trovare soluzioni eque e finanziariamente sostenibili", deplorando però "la parziale non ufficiale diffusione di informazioni che ha provocato disagio sociale".

Intanto continua il fuoco amico degli esponenti di partiti che sostengono il governo dopo il balletto di cifre sugli esodati. "Persone, non numeri! Quando si parla di esodati dobbiamo renderci conto che dietro il dramma ci sono padri e madri di famiglia" scrive il segretario del Pdl, Angelino Alfano, su Twitter. "Il tempo è scaduto. Adesso vogliamo chiarezza sugli esodati" ha scritto anche il leader Udc Pier Ferdinando Casini.

Alle parole del ministro sui dirigenti dell'Inps poi è seguita la replica di Bonanni. "Abbiamo fiducia nei vertici dell'Inps che hanno condotto a vari livelli l'istituto con efficienza e senso di responsabilità - ha detto il il segretario generale della Cisl - ecco perchè sono francamente ingenerose le critiche del ministro del Lavoro che vuole scaricare sulle spalle di altri gli errori commessi dal governo sulla vicenda davvero incresciosa degli esodati. Credo che ci voglia davvero maggiore senso della misura da parte di tutti, a cominciare da chi rappresenta le istituzioni".