In Lega è "vietato andare in pensione per chi ha dimostrato capacità: così starò qui io, a lavorare". Dal palco di Bergamo, dove il carroccio si è riunito per il Congresso lombardo che ha eletto Matteo Salvini segretario (con 403 voti a favore su 544), Umberto Bossi torna a parlare e fa capire che non ha nessuna intenzione di farsi da parte. Il Senatur ha ribadito la sua convinzione che le inchieste giudiziarie sui conti del Carroccio siano state organizzate. "Tutto organizzato? Bene - ha spiegato -, noi ci mobilitiamo contro gli organizzatori delle malefatte". E il presidente della Lega ha usato questo motto: "Padania, guarda avanti, non ci fermeranno". Bossi ha ribadito che il centralismo vede la Lega come un nemico e quindi "lo Stato non ci mette i tappeti rossi - ha detto rivolto ai militanti – ci manda i magistrati: che cosa vi aspettavate?". "Ma non ci possono togliere la voglia libertà - ha quindi concluso il Senatur - se è salva quella è salvo tutto, si possono anche perdere voti". Dunque l'appello ai leghisti: "Non abbattetevi, per l'amor di Dio".

Prima di Bossi sul palco era intervenuto Roberto Maroni, uno dei tre triumviri che guida la Lega in attesa del congresso federale che stabilirà chi sarà il nuovo segretario. "Basta piangerci addosso, basta con tutte queste menate –ha detto Maroni - da questo congresso dobbiamo elaborare il dolore e mettere a frutto la nostra straordinaria forza che sono i nostri sindaci per ripartire".
L’ex ministro dell’Interno ha ribadito che  la Lega Nord non si deve far “scippare” da altri la battaglia contro l'Imu. E ha subito annunciato "una grande manifestazione con i sindaci e i militanti domenica 17 giugno, il giorno prima che si paghi". "Dobbiamo iniziare la protesta fiscale - ha detto -, i nostri sindaci devono restituire la fascia tricolore in prefettura se necessario".
"O la Lega è unita oppure è finita – ha poi aggiunto Maroni – io sono a disposizione a questa condizione, ma chiedo a tutti di fare un passo avanti" e "mettere da parte divisioni e rancori personali".

Un pensiero anche agli ex alleati del Pdl: "Mi pare che sia Berlusconi che comanda nel Pdl e che questa non è una buona notizia". "Tutti si aspettavano un rinnovamento, un cambio di leadership - ha aggiunto - Queste erano le premesse ma c'è la politica dell'elastico, un po' avanti un po' indietro, che crea confusione". Comunque - ha concluso Maroni - non è una cosa che mi preoccupa particolarmente. Il tema delle alleanze non è all'ordine del giorno".