Vi sono democrazie deboli, come la Grecia, nelle quali la precarietà economica si associa (e spesso è conseguenza) a debolezze istituzionali. Vi sono democrazie della decisione, come la Francia, dove la sera delle elezioni presidenziali i cittadini sanno chi guiderà il Paese nel successivo quinquennio. Lì, la volontà di cambiamento non si infrange sulla scogliera dell'ingovernabilità, ma si trasforma in realtà, perché chi vince le elezioni ha gli strumenti e la legittimazione per guidare il Paese nella direzione voluta dai cittadini”.
Il leader del Pdl Angelino Alfano, in una lettera al Corriere della Sera, torna sulla proposta di elezione diretta del Capo dello Stato, presentata insieme a Berlusconi il 25 maggio. Per poi rivolgere un appello alle altre forze politiche: "Troviamo il coraggio per uno scatto di reni a esclusivo vantaggio dell’Italia". E presenta un calendario delle riforme per cui sarebbe possibile approvare il presidenzialismo entro fine anno.

La lettera al Corriere era stata anticipata da Alfano negli studi di Porta a Porta. "Ci sono i tempi per approvare le riforme, senza collisioni con le elezioni politiche e quella del presidente della Repubblica" ha annunciato Alfano, aggiungendo in quella sede un’offerta allettante per il centro sinistra:  "Se ci sarà l'ok all'elezione diretta del presidente della Repubblica – ha detto Alfano ospite di Vespa - il Pdl è disponibile a trovare una legge sul conflitto di interessi".
Oggetto del desiderio e tema ricorrente di ogni campagna elettorale della sinistra dal '94 ad oggi, il conflitto di interessi ora si pone come un'offerta che - nelle intenzioni del Pdl - vuole togliere anche l'ultimo alibi ai 'dubbi' della sinistra.