Il governo andrà a fondo con determinazione il mandato ricevuto dal capo dello Stato. È questo il passaggio fondamentale della lettera inviata da Mario Monti al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il sesto anniversario della sua elezione al Quirinale. "Per il Governo, e per me personalmente - scrive il premier - Lei rappresenta un punto di riferimento sicuro, una fonte di ispirazione che ci permette di impegnarci con determinazione nella realizzazione del mandato che lei ci ha affidato".
Monti ammette che "il Paese sta attraversando una fase difficile della sua storia ma, come lei ama dire, l'Italia ce la farà perché è proprio nei momenti di difficoltà che emerge lo spirito di una nazione forte e capace di guardare lontano".

Passera: "A rischio la tenuta sociale del paese" - Le parole del premier arrivano poche ore dopo quelle del ministro Passera, secondo cui "il disagio sociale e diffuso legato alla mancanza di lavoro in Italia è più ampio di quello che le statistiche dicono. E' a rischio la tenuta economica e sociale del Paese".
Passera, parlando all'assemblea di Rete Imprese Italia, spiega che "se mettiamo insieme disoccupati, inoccupati, sottoccupati e sospesi arriviamo a 5-6- forse 7 milioni di persone. Se moltiplichiamo per i loro familiari arriviamo alla metà della nostra società. Non sono soltanto a rischio i consumi e gli investimenti ma anche tenuta economica e sociale del Paese", ha aggiunto Passera.

"Europa agisca per la crescita" - Il ministro lancia un appello all'Europa perché smetta "di parlare solo di crescita e agisca" concretamente per essa, sapendo anche "con  intelligenza distinguere ciò che è spesa da ciò che è investimento". Il ministro poi spiega che il presidente del Consiglio Mario Monti  grazie al "prestigio" e alla credibilità recuperati dall'Italia  sulla scena internazionale "saprà farsi ascoltare". "L'Europa fin qui non ha fatto la sua parte adeguatamente, in questi ultimi tantissimi mesi", afferma il ministro. "Non ha saputo garantire se stessa, ora dovrà dimostrare di saperlo fare anche  rispetto alle parti più deboli".

Confindustria prevede un peggioramento del Pil - Intanto Centro studi di Confindustria (Csc) vede per il secondo trimestre del 2012 un calo congiunturale del Pil in Italia superiore a -0,3% (stima effettuata nel dicembre scorso) e "forse" superiore anche al calo dell'1% stimato per il primo trimestre.