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"Vorrei ridurre del 10 per cento i dipendenti civili del ministero, grazie a uno scivolo, un pensionamento anticipato, senza traumi. Se il governo mi dà l'ok, io vado dai sindacati".
E' quanto annuncia al Corriere della Sera il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri. Il progetto, che prevede tra l'altro l'eliminazione del 20-25% delle prefetture oltre alla creazione di "un unico ufficio per tutte le rappresentanze locali dello stato", sarà presentato venerdì 27 aprile in consiglio dei ministri.
Cancellieri nega di voler frenare sul piano di tagli alla spesa del governo. "Impossibile - afferma - che sia contraria proprio io, che del contenimento dei costi ho fatto, da subito, un tratto della mia azione. Non so se queste voci nascano da ignoranza o malafede". Sul piano di riduzione del 10% del personale, il ministro spiega: "Dopo, invece di riassumere una quota pari al 30% del personale, come potremmo fare in astratto con la cifra risparmiata, ne riassumeremmo solo il 10%. Il resto dei soldi verrebbe accantonato. Io sono pronta".
Si tratta di "un'operazione - aggiunge - che peraltro aiuterebbe il ministero a ringiovanirsi, e ne ha tanto bisogno. Per lo stesso motivo favoriamo anche la mobilità all'esterno: chi vuole andare a lavorare in altri settori dello stato può farlo".

Il piano Giarda - Le parole del ministro Cancellieri arrivano dopo una serie di indiscrezioni giornalistiche, secondo cui ormai da giorni i ministeri sarebbero sotto pressione sul fronte dei tagli alla spesa.
Indiscrezioni confermate dal ministro dei Rapporti con il Parlamento Giarda, che al Messaggero dice: le spese dei ministeri diminuiranno di 13 miliardi tra il 2012 e il 2013 passando da 352 a 339 miliardi, confermando i dati indicati dal Documento di economia e finanza.
Giarda spiega anche che il rapporto a cui sta lavorando sulla spending review sarà presentato al Consiglio dei ministri entro fine aprile. "L'ulteriore salto di qualità che l'Italia sta perseguendo sulla spesa pubblica - spiega il ministro - deve ancora essere interamente percepito nella sua portata. Negli ultimi anni i governi hanno imparato a gestirla meglio e la crescita si è fermata. Il suo peso sul Pil non è più aumentato. Ora si tratta di far scendere la spesa pubblica in senso assoluto".
"Quando si tratterà di passare dai progetti ai fatti - precisa quindi - occorrerà una vera e propria task force". "Per quanto mi riguarda ho avuto collaborazione piena dai ministri", afferma infine Giarda dopo che si era parlato di resistenze ai tagli da parte dei titolari dei diversi dicasteri.
E non è casuale che un altro ministro, Corrado Passera, sulla revisione di spesa ha detto: "Ho la sensazione che ci sia grande disponibilità, grande voglia".