di Filippo Maria Battaglia

L'ultima, in ordine di tempo, è arrivata dal sottosegretario dell'Economia Gianfranco Polillo. Ospite di Agorà sui Rai3, ha deciso che era il caso di omaggiare lo scrittore Antonio Tabucchi, scomparso il giorno prima. E, forse incoraggiato dal dibattito tv (video), ha voluto azzardare ricordando il noto autore del libro "Diceva Pereria". "Sostiene Pereira", lo ha corretto il giornalista Oliviero Beha, presente in studio. E' bastato un attimo a trasformare lo scivolone in un tormentone virutale che - complice Twitter - ha scatenato alcune battute esilaranti. Polillo probabilmente non si sarà scoraggiato: basta fare una rapida ricerca sul web, infatti, per scoprire che il sottosegretario firma almeno una decina di svarioni (veri o presunti).
Ad ogni modo, si può consolare. In tema di gaffe culturali, tra i politici, è in ottima compagnia.

La compagine è trasversale. In un errore analogo, qualche giorno fa, è incappato ad esempio il portavoce Idv Leoluca Orlando, ora candidato a sindaco di Palermo.
A poche ore dalla morte, ha ricordato lo scrittore siciliano Vincenzo Consolo. E dopo aver espresso il suo rammarico per  "una grandissima perdita per la cultura, per la letteratura e per l'etica dell'Italia", ha subito dopo aggiunto come "il suo Ritratto di un ignoto marinaio è un autentico capolavoro". Peccato che il libro si intitoli Il sorriso dell'ignoto marinaio. Gaffe rivista ma non del tutto corretta sul suo sito, che riporta l'agenzia quasi senza errori ma con l'articolo indeterminativo nel titolo.
Qualche anno prima, il suo (ex) collega Clemente Mastella, si era cimentato in uno scivolone analogo. Era il gennaio 2008 e il leader Udeur aveva deciso di citare un paio di versi, attribuendoli a Pablo Neruda:  "Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine", aveva declamato in Aula l'attuale europarlamentare Pdl, prima di essere il giorno dopo sonoramente smentito dall'editore Passigli (che in Italia è l'editore del poeta cileno): "La poesia non è sua ma di Martha Medeiros".

Non se le passa meglio Silvio Berlusconi: tra le tante gaffe, un paio riguardano il latino. In un dibattito andato in onda nel 2006 su Canale 5, il premier si lancia in un "Aggreditus non tenet stadera in manu" che fa drizzare le orecchie a Diliberto, docente di Diritto romano alla Sapienza e suo avversario nel talk show. "Staderam, non stadera", lo incalza. E l'ex premier di rimando: "Sarà latino maccheronico, è quello che mi hanno insegnato nelle aule dell'università che ho frequentato con profitto". "Non sembra...", la controreplica.
Due anni dopo, siamo a luglio 2008, Berlusconi bissa con un “Simul stabunt […] simul cadunt” (anziché cadent), che in breve fa il giro del web.

Ma nel suo partito il Cavaliere non è affatto isolato. Su Youtube circola ad esempio un video in cui l'attore Giulio Scarpati rimprovera il coordinatore Pdl Sandro Bondi, allora ministro dei Beni Culturali, di confondere svariate volte il regista Paolo Sorrentino con Matteo Garrone.



Tutto qui? Macché. Il vero capolavoro, probabilmente, lo ha fatto un presunto "Manuele Madalon", arrivato all'ultimo Salone del libro torinese con un fantomatico libro, "L'implosione", che sarebbe stato spedito a decine di vip, tra scrittori e politici.
Dall'allora sindaco di Salemi Sgarbi al candidato primo cittadino di Torino Pdl Massimo Coppola, è tutto un coro sperticato di commenti e consigli. Tutti giurano di averlo ricevuto e letto. Peccato che il libro non è mai stato scritto...