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Intesa su lavoro e giustizia, rinvio per quanto riguarda le misure per la crescita e la riforma della Rai. Questo, in sintesi, quanto è emerso dal vertice di maggioranza di giovedì 15 marzo a Palazzo Chigi tra il premier Mario Monti e i leader dei tre principali partiti che sostengono il governo, Angelino Alfano (Pdl), Pierl Ligi Bersani (Pd) e Pierferdinando Casini (Udc). A frenare gli animi, però, ci pensa la leader della Cgil Susanna Camusso, secondo la quale " finora le proposte non vanno ".

Bastasse un tweet per andare d'accordo - Intanto, il giorno dopo l'incontro a Palazzo Chigi, il segretario del Partito democratico, ai microfoni di SkyTG24, esprime la sua soddisfazione e spinge affinché si trovi un accordo sulla riforma del mercato del lavoro. A quel punto si potrà procedere con un decreto. Sulla Rai chiarisce: "Fuori i partiti da viale Mazzini".
Andare d'accordo con le altre forze politiche, però, non è così facile precisa Bersani a proposito della foto postata su Twitter dal leader dell'Udc Pierferdinando Casini che, al termine del vertice annunciava: "Siamo tutti qui, nessuna defezione".
"Bastasse un twitter..." ha dichiarato a SkyTG24 Bersani."Quella foto - spiega  - è la prova che i partiti che sostengono il governo davanti a temi cruciali trovano punti di incontro". E aggiunge: "Se però fosse così facile esser d'accordo non saremmo stati lì sei ore, nonostante la foto di Twitter". ( GUARDA LA GALLERY ).
Dello stesso parere anche il segretario del Pdl, Angelino Alfano: "Se fosse stata sufficiente la foto non saremmo stati lì per più di sei ore a discutere senza completare l'ordine dei lavori".

Riforma del lavoro - In ogni caso, dopo il vertice con Monti, i toni sono distesi e tutte le forze politiche si dicono soddisfatte. "L'incontro di ieri è andato bene" dichiarano ALfano, Bersani e Casini.
"Sono state confermate le norme anticorruzione senza stralcio - dice Bersani a SkyTG24 - C'è stata una buona discussione sul piano del lavoro, con una netta indicazione al governo a lavorare per un buon accordo con le risorse e l'impegno necessario". Sull'ipotesi di varare un decreto per la riforma del lavoro, il segretario del Pd ha precisato: "Una volta trovata un'intesa e ascoltate le forze politiche presenti ieri, tutte intenzionate a sostenere un accordo, la forma con cui fissare la normativa è un problema minore, secondario".
Parla di accordo su "temi seri come la giustizia, il lavoro e la politica estera" anche Pierferdinando Casini a margine della presentazione del candidato sindaco di Monza dell'Udc. ( GUARDA IL VIDEO ). "Grazie all'ostinazione di Monti nel volere l'incontro. - ha aggiunto - L'importante è che si confermi l'impegno perché l'emergenza non è finita, la rinascita di questo Paese è appena iniziata".
La riforma del lavoro vedrà la luce, afferma invece Angelino Alfano. "Di una cosa siamo preoccupati: le piccole e medie imprese non possono pagare il conto della riforma". E aggiunge: "Sulla riforma del mercato del lavoro mi sembra che si vada avanti verso una flessibilità dell'art. 18. Comunque, vediamo se questa riforma vedrà la luce".



Articolo 18: occorre renderlo migliore - "Sull' articolo 18 - spiega Pier Luigi Bersani a SkyTG24  - non siamo entrati nel dettaglio ma credo che ci possa essere una soluzione che preserva i suoi pilastri e li rende meglio applicabili". Bersani sottolinea inoltre che l'Italia rappresenta un'economia europea e, spiega, "dobbiamo trovare una forma di convergenza verso questo tipo di economia anche dal punto di vista regolativo" ad esempio guardando al modello tedesco. "Ma le decisione le prenderà il governo con le parti sociali".

Via i partiti dalla Rai - Una riflessione anche sul nodo Rai . "Con la governance attuale una persona autorevole" che gestisca la Rai "è destinata solo a perdere autorevolezza perché  nessuno può fare i miracoli". E aggiunge: "Si faccia una nuova governance, nel frattempo si nomini un commissario, ma si cambi passo. Se non si fa così e non si mettono fuori i partiti noi non partecipiamo".