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Finiti i tempi di 'Super-Bertolaso': la Protezione civile "non è più operativa", è "come un tir con il motore di una Cinquecento". Il capo Dipartimento Franco Gabrielli, dopo lo scontro con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si sfoga in audizione al Senato e poi va a riferire al premier Mario Monti, che gli dà fiducia e piena copertura.

Gabrielli: "Le regioni non chiedono lo stato di emergenza per non aumentare le tasse"
- Al Senato Gabrielli ha lamentato che la legge 10 del 2011 ha di fatto reso "non più operativa la Protezione Civile, dicendo che lui "è ben poca cosa" e dicendosi disposto a farsi da parte "se dovessi rendermi conto di essere d'intralcio alla crescita del sistema". Ma il prefetto ha voluto anche togliersi qualche sassolino dalle scarpe, attaccando duramente le regioni. "In questi giorni - ha infatti denunciato Gabrielli - i governatori delle regioni colpite dall'ondata di maltempo non hanno chiesto lo stato di emergenza, non perché, come qualcuno va dicendo in maniera infame, è Gabrielli che li consiglia di non farlo perché non si vuole prendere l'onere della gestione; ma perché i governatori sanno perfettamente che la richiesta di stato di emergenza equivarrebbe all'innalzamento delle accise regionali dei carburanti, in un momento in cui, questa decisione, non aiuterebbe la pace sociale e l'economia dei territori". Dopo l'audizione in Senato, però, Gabrielli è subito corso verso Palazzo Chigi per un vertice con Monti.

Le parole di Franco Gabrielli:




Impegno più incisivo da tutte le strutture del governo - Non c'è tempo, infatti per le polemiche: una nuova ondata di gelo è in arrivo per il fine settimana ed il presidente del Consiglio ha chiesto ai ministri "un impegno più incisivo" per evitare i disagi di questi giorni. Le immagini dei paesi isolati, dei treni bloccati e delle città paralizzate, così come le polemiche che ne sono seguite, non sono infatti piaciute a Monti, che ha convocato Gabrielli a Palazzo Chigi per fare il punto sulla situazione. L'incontro, cui erano presenti anche il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, il viceministro dell'Economia, Vittorio Grilli ed il sottosegretario Antonio Catricalà, è durato un'ora e mezzo. Sulla base della relazione del prefetto, che ha illustrato le previsioni di quanto potrebbe accadere nel weekend, il premier ha quindi informato i ministri sulle "misure emergenziali adottate e su quelle ancora da intraprendere, così come sulle azioni di carattere preventivo necessarie per fronteggiare la nuova perturbazione attesa per la fine di questa settimana". Monti li ha sensibilizzati "ad assicurare l'impegno più incisivo da parte di tutte le strutture del governo del territorio e delle imprese di gestione dei pubblici servizi al fine di tutelare la pubblica e privata incolumità, nel quadro del coordinamento esercitato dal Dipartimento della Protezione civile".

Forze coordinate da Gabrielli - Un richiamo alle responsabilità, dunque, da parte del premier. Niente polemiche e lavorare. Ogni componente del sistema di Protezione civile deve fare il proprio dovere, ciascuno secondo le proprie competenze: dai vigili del fuoco all'Enel, dalle Fs ai militari. I ministri più direttamente interessati, Annamaria Cancellieri (Interno),  Giampaolo Di Paola (Difesa), Corrado Passera (Infrastrutture e Trasporti) hanno assicurato il proprio impegno. Che sarà coordinato, ha voluto sottolineare il premier, dal Dipartimento della Protezione civile.

Dal 2011 iter più lungo
- Piena fiducia, dunque, a Gabrielli, bersagliato da Alemanno e da esponenti del Pdl. E copertura finanziaria e politica ad eventuali interventi del capo del Dipartimento per fronteggiare l'emergenza. E' stato così toccato il nervo scoperto della legge 10 del 2011, quella che - accusa da tempo il prefetto - ha di fatto svuotato la Protezione civile, prevedendo che le risorse da stanziare per le ordinanze emergenziali debbano avere l'ok del ministero dell'Economia ed il visto preventivo della Corte dei Conti. Un iter che allunga i tempi come è stato per il naufragio della Costa Concordia: Gabrielli è stato nominato commissario solo otto giorni dopo il disastro. In attesa di una  modifica legislativa, oggi Monti avrebbe assicurato al prefetto che le risorse necessarie per una nuova emergenza maltempo saranno trovate.

Gabrielli: "Se sarò d'intralcio mi farò da parte" - Sollevato dunque, Gabrielli, che in mattinata al Senato, aveva espresso tutta la sua amarezza. "Se dovessi rendermi conto di essere d'intralcio alla crescita del sistema - ha spiegato - non aspetterei un secondo a farmi da parte. Ma i problemi sono altri, sono l'agibilità della Protezione civile dopo la legge che l'ha depotenziata. Io mi preoccupo che questa istituzione, che ritengo essenziale, sia rimessa in condizione di operare, venga salvaguardata".

Alemanno: "C'è una strategia nordista" - Non si sciolgono, comunque le polemiche legate alla Capitale. Il sindaco Gianni Alemanno è tornato sull'argomento, ipotizzando addirittura che dietro all'enfatizzazione dell'emergenza neve possa esserci una "strategia nordista per mettere in discussione Roma" in vista della decisione di Monti sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020. Immediata la replica dell'ex ministro leghista Castelli: "Ma perché anziché agitarsi e cercare ovunque complotti Alemanno non dice la banale verità? E cioè che Roma è una città mediterranea assolutamente non abituata alla neve e quindi impreparata?".