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di Serenella Mattera

In un clima da fine anticipata della legislatura, mentre i partiti affilano le armi in vista di governi tecnici o elezioni prima del tempo, i ‘movimenti’ non stanno a guardare. E se quelli cattolici negano di voler ‘far politica’ e aspirano piuttosto a influenzarla, molto più concrete sono le aspirazioni di chi con i partiti non vuole avere niente a che fare, ma si batte in proprio, come il Movimento a 5 Stelle: “Metterò dentro il Parlamento 20-30 ragazzi”, promette Beppe Grillo. Mentre a sorpresa arriva l’annuncio di Luigi De Magistris, che sulla scia della cosiddetta società civile (ma senza rinnegare i partiti), è diventato sindaco di Napoli: sto lavorando “insieme ad altri”, anticipa, a un movimento nazionale.

BEPPE GRILLO – “Noi rompiamo i coglioni a quasi tutti, a destra, sinistra, a questi partiti che non hanno più senso con queste loro facce da vomito che sono in televisione”. Nel giorno in cui festeggia i due anni del suo Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo mostra che l’aver fatto ufficialmente ingresso nel mondo della politica (con “160 consiglieri comunali e regionali”) non ha cambiato i suoi toni. E attacca chi (non escluso Luigi De Magistris, con cui la rottura si è consumata mesi fa) dal sistema dei partiti si è fatto assorbire.

L’orizzonte temporale che Grillo si dà è il 2013. “Vi faccio una promessa – dice ai suoi – Se andremo alle elezioni quell’anno, sono sicuro che metteremo dentro, se non ci sono dei cambi straordinari, 20-30 ragazzi. E se entrano loro in Parlamento”, con i loro progetti e la trasparenza in Rete, “a questi partitini facciamo un culo come una capanna”. Tanto per esser chiari.

Il comico genovese muove insomma le sue truppe in solitaria. Anzi, di un certo “isolamento” (anche Marco Travaglio non è più ospite del suo blog) fa bandiera. Perché “abbiamo fatto un passo straordinario di cui hanno paura un sacco di persone e ci stanno odiando” spiega, mentre mena fendenti a destra e a manca. Grillo attacca quei “movimenti che scaturiscono dalla Rete come il Popolo viola”, ma che “sono solo proiezioni e finanziamenti di partiti ormai beceri”. E anche “i pirati tedeschi e italiani”, che bolla come “atteggiamenti per voler scalzare il nostro movimento”. E poi boccia il referendum elettorale, perché riporterebbe il Mattarellum, un sistema che “taglia fuori” chi non si schiera, come le 5 Stelle. E mette in guardia dagli “extraterresti dell’Ultracasta”: da Diego Della Valle (“protettore e mentore di Clemente Mastella”) a Emma Marcegaglia a “l’ultracorpo per eccellenza”, Carlo De Benedetti.

LUIGI DE MAGISTRIS – Decisamente altri i toni del sindaco di Napoli Luigi De Magistris. “Nel Paese c’è bisogno di un movimento – afferma – che sia di pressione e aiuto a quella politica che sta cercando di cambiare”. Di qui il lavoro per creare “insieme ad altri un movimento” che abbia come obiettivi il lavoro e la crescita e che convogli il desiderio della “maggioranza degli italiani” di “far politica fuori dai partiti”. Perché bisogna “evitare che questo sentimento si trasformi in rabbia e antipolitica”.

Non un partito, dunque, tant’è che l’iniziativa viene benedetta dal leader Idv Antonio Di Pietro (“concordo sulla necessità di creare sinergia tra le forze politiche e i movimenti”). Piuttosto, pare, un soggetto (per il quale il sindaco dice di guardare a movimenti come Uniti contro la crisi) sul modello della lista civica di De Magistris ‘Napoli è tua’. Per non lasciare il campo a “personaggi come Montezemolo o Profumo che non possono cambiare il Paese”.

I CATTOLICI – Intanto, su tutt’altra sponda si muovono i cattolici. E a loro guardano con attenzione i partiti di destra e sinistra. Il 17 ottobre a Todi, dove si riuniranno associazioni e movimenti cattolici, già si ventila la nascita di una ‘cosa bianca’, con la benedizione del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei. Ma anche in questo caso non di un nuovo partito dovrebbe trattarsi, ma piuttosto di un soggetto pre-politico, un’alleanza tra i movimenti cattolici che punti ad avere la forza di influenzare la politica.