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"Metodo Boffo" anche per Manuela Marrone, moglie del leader della Lega Umberto Bossi? Se lo sono chiesti i dirigenti del Carroccio leggendo un articolo del settimanale della Mondadori Panorama dedicato appunto a "Lady Bossi, Imperatrice della Padania", come recita il titolo. Immediata la reazione leghista con Roberto Calderoli che in un comunicato annuncia di aver chiesto assieme a Roberto Maroni spiegazioni al premier Berlusconi, visto che l'editore del settimanale è la figlia Marina. E il capogruppo alla Camera, Marco Reguzzoni annuncia querele contro il settimanale, il suo direttore e l'estensore dell'articolo.

"Dissento nel modo più totale da ciò che ha scritto Panorama", ha annunciato nella serata di giovedì 15 Silvio Berlusconi: "Sono lontanissimo dal contenuto dell'articolo e dall'intenzionalità ostile che da esso emerge nei confronti di ciò che riguarda la famiglia di Bossi e la stessa Lega Nord". Il premier ha precisato: "E' notorio che io non sono mai intervenuto sui giornali da me direttamente o indirettamente influenzati sul piano proprietario". Una dichiarazione che arriva proprio nel giorno in cui il gip di Milano ha ordinato l'imputazione del presidente del Consiglio per l'intercettazione sul caso Unipol pubblicata su Il Giornale quando era ancora coperta dal segreto d'ufficio. 

L'articolo di Panorama insiste sulla divisione all'interno della Lega Nord tra il "cerchio magico", cioè i dirigenti più vicini a Bossi che tendono ad escludere gli altri, e i "maroniani". Contrapposizione che creerebbe "un clima sempre più teso" all'interno del Carroccio.

Il settimanale di Segrate dipinge Manuela Marrone in Bossi come "l'anima nera del movimento", all'origine della nascita del cosiddetto "cerchio magico". "Gestisce l'agenda del marito - si legge - stabilisce chi affiancargli, chi premiare. E ora sta combattendo la lotta contro i "maroniani" ribelli e dissidenti che non le perdonano di trattare il partito come un bene di famiglia, da destinare al 'Trota'", vale a dire al figlio Renzo". Il tutto corredato dai racconti di alcune "gole profonde" che restano anonime.

Il primo a reagire è stato Calderoli, che nelle ultime settimane si è speso per respingere l'immagine di una Lega divisa. Il ministro ha definito l'articolo "un attacco ignobile, inqualificabile, ingiustificato e totalmente privo di senso". E poi ha riferito che assieme a Roberto Maroni ha parlato con Berlusconi di "questa gratuita carognata". Quindi un ammonimento allo stesso premier: "ci attendiamo da lui delle risposte immediate e risolutive". Da Calderoli è venuto un invito a "tutti nel movimento" a "portare rispetto e riconoscenza" per chi conduce la battaglia "di dare voce ai popoli del Nord", a partire, appunto da "Umberto e Manuela", senza i quali "i furbetti del movimento sarebbero niente". Stilettata che tradisce però un clima tutt'altro che disteso all'interno dei Lumbard.

"Se qualcuno pensa che queste menzogne costruite ad arte - ha tuonato Federico Bricolo, capogruppo in Senato - possano intaccare l'affetto che i militanti hanno per Bossi e sua moglie Emanuela si sbaglia di grosso. Queste illazioni fanno fare solo una brutta figura a chi le ha pubblicate".

Il Governatore del Piemonte, Roberto Cota, parla di "una cosa ignobile e vergognosa". "Nella Lega - ha detto - siamo come una famiglia perche' cosi' ci ha insegnato Umberto Bossi. Le divisioni le inventano gli altri perche' sanno che questa e' la nostra forza".