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di Pamela Foti

Un vero e proprio referendum politico l’esito del turno elettorale del 12 e 13 giugno che, dopo 16 anni, ha riabilitato lo strumento della consultazione abrogativa. “E’ arrivata la seconda sberla (dopo le amministrative, ndr) e non vorrei che quella di prendere sberle diventasse un’abitudine” ha commentato il leghista Roberto Calderoli. “Un’altra botta per il centrodestra” sottolinea il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni, che lancia ai suoi un messaggio chiaro e tondo: "Non sono un medico pietoso che porta il malato a una lunga e lenta agonia”.
Tra colpi e scappellotti, ad uscire malconcia dagli ultimi esiti delle urne sembra essere proprio la Milano del centrodestra, culla dell’elettorato di Pdl e Lega, casa del presidente del Consiglio Berlusconi, che pare così voltare le spalle ai suoi punti di riferimento politici. Anche se va notato che qui l'affluenza per i referendum nazionali si è fermata poco al di sopra del 52% (ma gli iscritti al voto sono meno di quelli delle amministrative), quasi 5 punti sotto la media nazionale, che è stata del 57% (54,8% il dato ufficiale definitivo, che tiene conto del voto degli italiani all’estero).
Il 29 e 20 maggio scorso, infatti, si sono recati ai seggi per scegliere il nuovo sindaco della città il 67% degli aventi diritto. Insomma, i 4 quesiti referendari nazionali non sono riusciti a mobilitare la stessa fetta di elettorato raccolta da Giuliano Pisapia e da Letizia Moratti.
Dando un'occhiata ai risultati del referendum nazionale a Milano, emerge anche un altro dato interessante: oltre 365 mila elettori hanno votato come sindaco Giuliano Pisapia (oltre 297 mila quelli che hanno scelto Letizia Moratti), mentre i Sì ai 4 quesiti referendari hanno sempre raccolto oltre 450 mila  voti. In altre parole, contro la privatizzazione dell’acqua, la costruzione delle centrali nucleari e il legittimo impedimento si sono schierati circa 85 mila elettori in più di quanti hanno scelto Pisapia.
L’ultimo quesito, quello relativo al legittimo impedimento, è quello che ha raccolto il numero maggiore di Sì: 462.059 pari al 93,48%.

Tra i 5 referendum consultivi su cui i milanesi sono stati chiamati a votare (quorum al 30%, abbondantemente superato), c'era anche quello che chiedeva l'estensione dell'ecopass, provvedimento introdotto dall'ex sindaco Letizia Moratti che poi in campagna elettorale aveva promesso di abolire. In questo caso, pur avendo vinto sempre il Sì, i NO hanno superato il 20%, punta più alta tra tutti i quesiti locali.

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